III Commissione Urbanistica: Delocalizzazione Montebello – Case nuove e stato conservazione capannoni ex Rasimelli e Coletti

NewTuscia Umbria – Perugia – La III Commissione consiliare Urbanistica, presieduta da Cristiana Casaioli, ha trattato nel corso della seduta odierna due atti.

In avvio è stata approvata con 10 voti a favore (maggioranza) e 5 astenuti (opposizione) la proposta per il Consiglio Comunale n. 2798 del 27/10/2020 avente come oggetto : Piano di delocalizzazione in località San Proto- Montebello/ Case Nuove di Ponte della Pietra. Adozione variante al P.R.G. – Parte Operativa- ai sensi dell’art. 32, comma 5 della Legge Regionale 21.01.2015, n.1.

Nell’atto, illustrato dall’assessore Margherita Scoccia e dal Geom. Cicioni, si evidenzia che con DPCM 10 novembre 2006 è stato approvato il Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI) elaborato dall’Autorità di Bacino del Fiume Tevere; – a seguito dell’approvazione del PAI, la Regione Umbria con D.G.R. n. 447 del 28.04.2008, ha emanato le disposizioni per l’attuazione del Piano nel settore urbanistico anche ai fini dell’eventuale delocalizzazione degli edifici e delle previsioni urbanistiche non ancora attuate e definito le modalità con cui redigere i piani di delocalizzazione previsti dal PAI.

Con delibera di Consiglio Comunale n.129 del 26/07/2010, sono stati approvati i criteri urbanistici e le direttive per la redazione dei piani di delocalizzazione previsti dalla D.G.R. 447/2008; qui si è stabilito che “le delocalizzazioni degli immobili e delle previsioni urbanistiche ricadenti in ambiti PAI a rischio frana o esondazione possono essere attuate anche tramite singoli piani di delocalizzazione su istanza dei privati interessati, evitando di redigere un unico piano di delocalizzazione di iniziativa comunale per l’intero territorio comunale”.

In questo contesto il proprietario di un lotto di terreno edificabile, non attuato, classificato dal vigente strumento urbanistico come “zona di completamento – B1” sito in località San Proto-Montebello ha chiesto all’Amministrazione Comunale di delocalizzare la volumetria ammessa e di rilocalizzarla in un lotto di terreno di altra proprietà (cofirmataria della istanza suddetta) ubicato in località Case Nuove di Ponte della Pietra classificato nel vigente P.R.G., parte operativa, come zona “Ppr – zona a parco e/o verde privato”.

La delocalizzazione è stata richiesta in quanto l’area in oggetto ricade in zona a rischio frana R3.

Le modifiche determinate dal suddetto intervento di delocalizzazione comportano una variante alla Parte Operativa del PRG vigente in questi termini: delocalizzazione di una SUC pari a mq 105 (che sviluppa il comparto “B1” ubicato in località San Proto-Montebello) in una zona “Ppr” sita in località Case Nuove di Ponte della Pietra e riclassificazione della zona “B1” (di decollo della volumetria) in zona “Ppr”, senza alcuna edificabilità.

Verrà mantenuta la vegetazione arborea presente.

Il consigliere Gino Puletti e la consigliera Cristiana Casaioli (Progetto Perugia) hanno evidenziato che quello in esame è un provvedimento valutato attentamente da Regione ed uffici comunali e che non determina problematiche particolari.

 

E’ stata poi discussa la mozione urgente presentata dal Gruppo Lega Salvini per Perugia avente come oggetto: Accertamento stato di conservazione capannoni ex Rasimelli e Coletti.

Presentando l’atto la consigliera Roberta Ricci ha spiegato che in data 10 ottobre 2019, nel corso di un sopralluogo  presso i tre capannoni relativi all’ex proprietà Rasimelli e Coletti, siti in Via Soriano – S. Andrea delle Fratte , in condizioni di completo disuso da circa venti anni, a seguito di  un esposto per accertamento di tettoie presumibilmente in eternit, il personale preposto del Dipartimento di Prevenzione, Igiene e Sanità pubblica dell’U.S.L. UMBRIA 1 , accertava l’effettiva  presenza di eternit. Da analisi effettuate la proprietà degli immobili risulta essere dell’istituto bancario Unicredit.

Il successivo  10 febbraio 2020 il Dipartimento di Prevenzione, Igiene e Sanità pubblica della  U.S.L. UMBRIA 1, chiedeva ai titolari di trasmettere entro 30 giorni  dal ricevimento della comunicazione, una relazione sullo stato  di conservazione della copertura in eternit dell’immobile segnalato, indicando i provvedimenti da adottare ed i relativi tempi di intervento. In alternativa di trasmettere entro 60 giorni documentazione attestante l’incarico per la rimozione /smaltimento a ditta autorizzata, da effettuarsi comunque entro 12 mesi .

Il 16 giugno è stato trasmetto da Usl un sollecito alla proprietà non avendo avuto risposta alla prima istanza.

Vista l’urgenza di adottare azioni, anche in via cautelativa ed al fine di eliminare eventuali condizioni di rischio per la salute pubblica, stante la vicinanza con abitazioni e luoghi di cura, nel dispositivo il gruppo istante propone di impegnare l’Amministrazione:

-ad avviare un procedimento volto all’accertamento dello stato di conservazione dei materiali presumibilmente contenenti amianto, nei suddetti capannoni ex Rasimelli e Coletti unitamente all’ U.S.L. e  ARPA;

-ad attivarsi presso l’ U.S.L., al fine di  provvedere ad  eseguire la valutazione dell’indice di esposizione della popolazione residente;

-ad utilizzare anche lo strumento dell’ordinanza urgente, nel  caso in cui si ravvisi un concreto pericolo per l’incolumità pubblica, conformemente a quanto previsto dagli artt. 50 e 54 D.Lgs. 267/2000, a tutela dell’igiene e della sanità pubblica, nonché della sicurezza dei cittadini.

Il dott. Emilio Buchicchio del Comune di Perugia ha riferito che oltre alla nota del 16 giugno 2020 inviata da Usl alla proprietà, a settembre del 2020 l’Amministrazione perugina ha, a sua volta, inviato un sollecito all’azienda sanitaria affinché sollecitasse la risposta di Unicredit. Solo in data odierna, di fatto, il Comune ha avuto una risposta da Asl con trasmissione della documentazione (relazione sullo stato dei luoghi) prodotta dal proprietario.

Il dott. Massimo Gigli della Usl ha confermato che la cronistoria riferita da Ricci nella mozione appare corretta. Il responsabile sanitario ha spiegato che, a seguito del sollecito inviato ad Unicredit nel giugno 2020, la proprietà ha provveduto a rispondere solo il 9 ottobre invitando opportuna documentazione, recentemente inoltrata poi al Comune.

Le relazione tecniche di Unicredit, fatte da tecnici abilitati, sono due: la prima risale all’anno 2019, la seconda al 2020. Da essere emerge che la situazione del materiale, dal punto di vista visivo, non sarebbe drammatica attestandosi gli indici, rispettivamente, a 9 nel 2019 e 10 nel 2020, ossia nei limiti di legge (da 5 a 10). Questo consentirebbe alla proprietà di procedere a valutazioni ambientali con cadenza triennale.

Quanto alle rilevazioni sulle coperture in eternit, invece, i valori si configurano nel tempo stabili (il parametro è fibra/litro, il limite per l’utilizzo è di 2 fibre/litro), ma sono comunque superiori rispetto al limite consentito dalla legge per l’utilizzo dell’immobile. In ragione di ciò, per un principio di precauzione, è auspicabile che la proprietà proceda non solo ad effettuare valutazioni tecniche dello stato dei luoghi ma anche ad un intervento di bonifica.

Questa posizione è stata condivisa dall’altra rappresentante di asl presente alla seduta, la dott.ssa Daniela Falleschi.

Sulla scorta di quanto appreso da asl, il dott. Buchicchio ha espresso la disponibilità da parte degli uffici comunali di procedere ad un confronto con asl al fine di valutare gli eventuali successivi provvedimenti da assumere da parte del Comune di Perugia. Ciò avverrà nel più breve tempo possibile onde tutelare appieno la salute pubblica.

Cogliendo l’occasione di questo dibattito la consigliera Fdi Fotinì Giustozzi ha chiesto di sapere se in una situazione simile a quella segnalata (segnatamente relativa all’ex mercato ortofrutticolo di via Settevalli) il proprietario dell’immobile abbia provveduto a bonificare l’area in ottemperanza all’ordinanza emessa all’uopo dal Comune di Perugia sulla scorta delle relazioni asl.

A tal proposito la dott.ssa Falleschi ha riferito che i lavori di bonifica risultano eseguiti.

In sede di replica, dopo gli interventi tecnici, la proponente Roberta Ricci ha ribadito che nel caso di specie la priorità resta la tutela della salute pubblica in considerazione del fatto che il sito di cui trattasi (Sant’Andrea delle Fratte) risulta molto frequentato dai cittadini.

Per questo secondo l’istante, da un’analisi della vicenda, emerge un po’ di leggerezza nel comportamento tenuto dall’azienda sanitaria visto che la segnalazione dei cittadini risale addirittura all’ottobre 2019. A parere di Ricci la normativa vigente non prevede necessariamente un contraddittorio con la proprietà in casi del genere né di considerare solo le relazioni di parte proprietaria, bensì prevede una valutazione diretta del pericolo da parte di Asl, cosa che non è avvenuta.

A questo proposito il dott. Gigli ha spiegato che quanto applicato da Asl rappresenta la procedura prevista in questi casi. Ed infatti l’obbligo di valutazione dello stato di conservazione spetta al proprietario tramite relazioni a firma di tecnici abilitati. E’ compito poi dell’azienda sanitaria valutare il contenuto delle relazioni, recepirlo, eventualmente contestarlo fino ad arrivare alla possibilità di procedere con un sopralluogo diretto. Il problema è che nel caso di specie la relazione relativa al 2019 è stata inviata dalla proprietà con grande ritardo.

All’esito della discussione la commissione ha deciso di rinviare la votazione onde recepire la documentazione prodotta da asl nei giorni scorsi.

 

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