Commissione Consiliare – comune/carcere – CVA San Martino in campo – valorizzazione percorso verde

NewTusciaUmbria – PERUGIA – La III Commissione consiliare Urbanistica, presieduta dalla consigliera Cristiana Casaioli, ha trattato nel corso della seduta odierna tre odg.

E’ stato approvato, all’unanimità, l’Ordine del giorno presentato  dai  gruppi PD, Idee Persone Perugia e Rete Civica  Giubilei su “ Protocollo  d’Intesa tra Istituto Penitenziario e Comune di Perugia per l’ impiego di detenuti per piccoli lavori di manutenzione  e decoro urbano”.

L’atto era stato discusso, anche alla presenza di numerosi ospiti, in alcune precedenti sedute.

All’esito delle audizioni e del dibattito i proponenti hanno modificato il testo dell’odg nel seguente modo:

“PREMESSO CHE:

Il complesso penitenziario di Perugia è una struttura importante, costruita nel 2005, ed ha una capienza di 363 detenuti. L’istituto penitenziario, situato a Capanne, conta numerosi agenti e operatori che con dedizione e professionalità svolgono il proprio lavoro per mantenere la sicurezza all’interno delle carceri e per garantire un corretto decorso della pena per i tanti detenuti. 

EVIDENZIATO CHE:

Una delle finalità e obiettivi della reclusione dei detenuti è il reinserimento sociale. Gli istituti penitenziari, a tal fine, come condizione fondamentale per l’occupazione e il reinserimento sociale, organizzano attività lavorative per i detenuti. Un’importante realtà presente al penitenziario di Perugia è quella dell’Azienda Agricola all’interno dell’Istituto Penitenziario che, nonostante sia attualmente, e speriamo solo momentaneamente, chiusa rappresenta una eccellenza in questo panorama. Molte altre iniziative, grazie anche alla collaborazione di alcune aziende private, sono state messe in campo e sono ancora attive e rappresentano in pieno lo spirito del lavoro che viene svolto presso il Carcere di Capanne.

CONSIDERATO CHE:

In passato il Comune di Perugia aveva sottoscritto con l’istituto penitenziario un protocollo d’intesa con l’obiettivo di promuovere un programma sperimentale di attività in favore della comunità locale attraverso la realizzazione di progetti integrati tramite l’inserimento lavorativo di detenuti per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità. In particolare i campi di attività individuati dal protocollo erano quelli della manutenzione straordinaria del verde pubblico, di edifici e spazi pubblici, ma anche attività formative per il recupero di lavoro artigianale in disuso e protezione civile.

RITENUTO CHE: 

la Cassa delle Ammende è un Ente Pubblico istituito presso il Ministero di Grazia e Giustizia; Lo statuto di tale Ente (emanato con DPCM 102/2017) prevede la possibilità di finanziare diverse iniziative/interventi. Fra questi vi rientrano programmi a sostegno dell’attività volontaria gratuita o del lavoro di pubblica utilità. In particolare, in coerenza con l’atto di indirizzo del Ministero di Grazia e Giustizia  per l’anno 2019 tra le direttrici portanti che hanno indirizzato Cassa Ammende erano inclusi : “potenziamento di percorsi di inclusione sociale ……per ampliare le opportunità di accesso al mondo del lavoro, attraverso il cofinanziamento di programmi di reinserimento socio-lavorativo”, cioè la maggior parte delle risorse sono state destinate alle iniziative progettuali volte al reinserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale, e ciò in risposta alla necessità di ampliare le opportunità di accesso al lavoro per i destinatari.”

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO, SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:

-A realizzare in tempi brevi un nuovo protocollo d’intesa con l’Istituto penitenziario di Perugia, al fine di favorire un processo di recupero e il reinserimento dei detenuti nella società tramite attività lavorative e di impiegarli presso il cantiere comunale, al fine di realizzare lavori di pubblica utilità; 

-A coinvolgere il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia nella stesura del nuovo protocollo, insieme ai soggetti interessati; 

-A valutare l’opportunità di coinvolgere nel nuovo protocollo Cassa delle Ammende.

 

Successivamente è stato approvato all’unanimità l’Ordine del giorno presentato  dai  gruppi PD, Idee Persone Perugia e Rete Civica  Giubilei  su  “Perpetrata chiusura del CVA di San Martino in Campo”.

All’interno del CVA di San Martino in campo – ha ricordato Sarah Bistcchi illustrando l’atto –  situato nell’area verde del quartiere, di proprietà comunale e gestita e curata dal centro socioculturale “Il Gabbiano”, si svolgono le attività sportive e sociali più disparate: i corsi di ju-jitsu, di pallavolo femminile, di danza, di ginnastica dolce per signore, oltre a costituire per i non più giovani naturale e prezioso punto di ritrovo e svago intorno al bar. Ma il CVA non è solo punto di riferimento e socialità: funge infatti anche da palestra per gli alunni dell’Istituto Comprensivo n.9, la cui attività risulta tuttavia oggi interrotta.

Il CVA infatti, struttura inaugurata nel 1974 e mai toccata dalla sua costruzione, necessitava di lavori relativi all’adeguamento della sicurezza antincendio e al tetto. Gli interventi in questione, iniziati a novembre 2019, prevedano una durata di 120 giorni. A distanza tuttavia di quasi un anno, i lavori non risultano ancora terminati e la struttura non è stata ancora riconsegnata con conseguente disagio, grave ed evidente per la comunità di San Martino e non solo.

“Il centro socioculturale, che gestisce l’immobile e l’area verde, si è preso cura della zona ben oltre le sue possibilità, curando il verde pubblico circostante e il relativo decoro urbano – affermano i consiglieri – Non si può tuttavia affidare una mole di lavoro così ingente e corposa esclusivamente all’associazionismo e al volontariato: si rende necessario un intervento comunale frequente e duraturo nel tempo. Anche perché  la chiusura, prolungata e immotivata, del CVA di San Martino in Campo non colpisce e danneggia solo i suoi abitanti, ma anche gli abitanti delle frazioni limitrofe: San Martino in Colle, Santa Maria Rossa, Sant’Andrea D’Agliano, Sant’Enea, Madonna del Piano”. Il CVA infatti, insieme alla circostante area verde, serviva tutti i territori limitrofi.

Per tali ragioni, nel dispositivo, gli istanti chiedono di impegnare l’Amministrazione A riconsegnare al più presto al centro socioculturale “Il Gabbiano” e all’intera comunità di San Martino in Campo il CVA, importante presidio per il suddetto territorio e per quelli limitrofi.

Bistocchi ha chiarito che i lavori si sono conclusi, ma manca il collaudo da parte dei vigili del fuoco, ben disposti a farlo previa richiesta del Comune, ad oggi assente.

Sulla questione è intervenuto l’assessore Otello Numerini per evidenziare che dall’inizio della legislatura si è intervenuto sui cva riconoscendone l’importanza sociale e culturale. Ciò è avvenuto sulle strutture di Montelaguardia, Colombella ed appunto San Martino in Campo, nel 2021 toccherà a Casaglia, Ramazzano, Pianello e Sant’Orfeto.

In merito alla vicenda di S.M.Campo, onde accedere ai finanziamenti ministeriali, gli uffici hanno svolto tutte le attività propedeutiche che hanno consentito l’arrivo di fondi per 211mila euro. Purtroppo nel corso dei lavori sono emersi degli imprevisti: il primo ha riguardato la necessità di sostituire la caldaia e l’impianto di condizionamento in quanto non funzionanti, mentre da marzo 2020 tutto si è bloccato a causa dell’emergenza sanitaria.

In estate, poi, non sono mancate problematiche connesse a difficoltà legate alla ditta esecutrice. Nonostante tali aspetti, che hanno ingenerato una dilatazione dei tempi, i lavori di competenza comunale si sono infine conclusi il 26 ottobre, mentre quelli svolti dal centro socio culturale sono terminati nel mese di novembre. Ora si è in attesa di ricevere la necessaria documentazione da parte dell’azienda esecutrice, per procedere quindi al collaudo. Quanto agli impegni chiesti alle associazioni, Numerini ha precisato che sono essenzialmente quelli previsti dalla convenzione sottoscritta col Comune di Perugia fin dall’anno 2012 con durata decennale.

L’iter seguito dalla pratica è stato rappresentato dal Geom. Massimo Lagi. Dopo i decreti ministeriali del 2019, ha detto, l’Amministrazione ha ricevuto un finanziamento che ha deciso di destinare tutto sull’intervento in favore del cva di S.M.Campo. Il 28 agosto viene approvato il progetto esecutivo, i lavori consegnati alla ditta esecutrice il 29 ottobre. Il fine lavori, da appalto, era fissato inizialmente per il febbraio 2020.

Nel corso delle opere, segnatamente il 16 dicembre 2019, è stato constatato che la caldaia del cva perdeva acqua e che nel soffitto vi erano infiltrazioni d’acqua. Per tale ragione il 23 dicembre si è deciso di sospendere i lavori.

Nonostante le mancate risposte da parte del Ministero finanziatore, gli uffici comunali hanno comunque provveduto ad effettuare la perizia sui lavori ulteriori richiesti, approvandola nel mese di aprile pur in piena pandemia. E’ noto che le limitazioni legate all’emergenza sanitaria hanno poi impedito di proseguire con il crono programma originario, visto che i lavori, a causa di lockdown, restrizioni, adempimenti sulla sicurezza e integrazioni dei contratti, sono ripresi solo il 27 agosto 2020. Gli stessi sono comunque terminati il 26 ottobre.

Un secondo stralcio di lavori, a cura del centro socio-culturale, sono stati completati il 23 novembre.

Ora – ha concluso Lagi – si sta sollecitando la ditta affinché produca tutte le certificazioni necessarie per dar corso alle procedure.

Diversi gli ospiti presenti all’incontro.

La Sig.ra Maria Grazia Ricci, Presidente del centro socio culturale “ Il Gabbiano”, nel rimarcare la correttezza della ricostruzione fatta dal Geom. Lagi, ha evidenziato che la vicenda ha determinato per tutti i cittadini del comprensorio un forte disagio. L’auspicio, ora, è che l’iter si possa concludere al più presto al fine di poter usufruire di nuovo del centro e quindi riprendere l’attività delle associazioni. Si richiede infine all’Amministrazione di coadiuvare le associazioni onde poter migliorare l’attività a beneficio dell’attività.

Il Sig. Giancarlo Ceccarelli, Responsabile dell’ organizzazione del centro socio culturale “ Il Gabbiano, ha tenuto a sottolineare che, a suo parere, i ritardi e i problemi sono stati dovuti alle incertezze da parte dell’Amministrazione comunale. Ci si aspettava, peraltro, un maggiore rispetto per chi (le associazioni) per anni ha gestito le strutture spendendo tanti soldi in favore di strutture pubbliche. Infine Ceccarelli ha riferito che ad oggi il centro socio culturale è impossibilitato dallo svolgere la manutenzione e pulizia dei luoghi ad esso affidati, in quanto ha ricevuto una diffida dall’entrare nei locali dell’associazione, posti all’interno del cva, ove sono presenti le attrezzature.

Per l’ass. sportiva “Dolce arte” Claudio Faraghini e Valeriano Casagrande  hanno riferito che, a causa della vicenda descritta, sono stati molteplici i disagi subiti dalle associazioni che operano nella struttura ormai dalla fine degli anni ’70.

Aprendo il dibattito, Giuliano Giubilei si è fatto portavoce delle sollecitazioni provenienti da una cittadina di San Martino in Campo la quale ha rappresentato le stesse problematiche evidenziate dagli ospiti. Giubilei ha infine chiesto all’Amministrazione di essere maggiormente a contatto con il territorio non lasciando morire i pochi spazi di aggregazione esistenti.

Gino Puletti (Progetto Perugia) ha detto di comprendere i disagi delle associazioni quando si effettuano lavori importanti su strutture cittadine, spesso le uniche a disposizione dei cittadini per svolgere attività aggregativa e sociale nelle frazioni.

Tuttavia Puletti ha chiesto ai membri dell’opposizione di rappresentare la giusta modalità di intervento, da parte degli ospiti, durante le sedute di commissione, ritenendo che valutazioni ed attacchi politici siano da evitare.

Tornando al merito della vicenda, il consigliere ha sostenuto che i lavori oggetto di dibattito sono stati appaltati al fine di ottenere tutte le certificazioni ed i collaudi di sicurezza; situazioni queste mai esistite prima a causa dell’inerzia delle Amministrazioni di centro-sinistra. Oggi, invece, la giunta di centro-destra sta cercando di riparare questa falla e carenza, onde garantire la piena sicurezza dell’utenza.

Rileva infine Puletti che il comportamento tenuto dall’Amministrazione e dagli uffici è stato proceduralmente corretto nonostante le enormi difficoltà legate alla pandemia ed agli imprevisti.

Secondo Paolo Befani (FdI) l’odg appare ormai sorpassato perché i lavori sono terminati da tempo  e resta solo da ottenere il collaudo finale. Befani ha poi voluto riconoscere i giusti meriti ai tecnici dell’Amministrazione che si sono trovati di fronte ad una situazione complessa aggravata dall’emergenza sanitaria.

Nel comprendere le esigenze ed i disagi subiti dalle associazioni, che fanno molto per i territori, Befani ha sostenuto che l’Amministrazione nella vicenda in esame ha fatto tutto quanto dovuto.

Per Michele Cesaro (FI) l’atto non solo è superato, ma pieno di imprecisioni perché non si può parlare di chiusura immotivata del cva in quanto sono ben note le ragioni che hanno determinato il prolungamento dei lavori programmati. Il consigliere ha detto tuttavia di non ritenere che sia la commissione il luogo adeguato per infangare un’Amministrazione comunale che, al contrario, merita di essere rispettata visto che giornalmente cerca di fare il massimo per tentare di risolvere i problemi della città. “Mi sembra che si sia voluto gettare benzina sul fuoco trasformando l’atto in un caso politico che nella realtà non esiste”.

Per Erika Borghesi (PD) l’odg è pienamente legittimo e si è fatto portavoce di un disagio emerso sul territorio, confermato anche durante un’assemblea pubblica, nel corso della quale sono state formulate le stesse lamentele ribadite oggi dagli ospiti.

Le Associazioni a San Martino in campo – ha spiegato Borghesi – svolgono da tanti anni un’attività meritoria per lo sviluppo del territorio e non possono che essere ringraziate per questo. Nel merito, secondo la consigliera, è mancata da parte dei tecnici del Comune durante i sopralluoghi nel cva un po’ di attenzione, in quanto è in tale incombente che avrebbero dovuto rilevare i problemi alla copertura ed alla caldaia che poi hanno ingenerato molti ritardi. Tali valutazioni non si possono invece addebitare alla responsabilità delle associazioni, come sostenuto da qualcuno.

La consigliera Roberta Ricci (Lega) ha definito come fondamentale l’opera delle associazioni che, per l’effetto, vanno ringraziate. Tuttavia Ricci ha detto di non aver compreso perché si sia deciso di enfatizzare la situazione ed i disagi subiti dalle associazioni per i ritardi nei lavori, tenuto conto del fatto che l’emergenza sanitaria in atto impedisce da mesi di svolgere attività aggregativa e sociale.

Ricci ha quindi invitato tutti a non inficiare con atteggiamenti poco propositivi un proficuo lavoro che è stato svolto a San Martino in Campo per restituire alla città una struttura sicura ed a norma.

La presidente Cristiana Casaioli, nel comprendere le esigenze di associazioni e cittadini, ha sottolineato come sia impossibile pretendere che tutto funzioni sempre alla perfezione e nei tempi contrattuali. E’ facile, infatti, che nel corso di lavori di ristrutturazione importanti emergano degli imprevisti specie su strutture molto vecchie e per decenni sprovviste di certificazioni, collaudi ecc. Ora per fortuna l’Amministrazione sta cercando di colmare questo gap.

Nel merito Casaioli ha sostenuto che, pur con qualche ritardo, oggi i cittadini di San Martino in Campo potranno essere soddisfatti di quanto fatto perché a breve avranno una struttura ammodernata. 

Sarah Bistocchi, in replica, ha tenuto a precisare che non è certamente l’opposizione a mettere in bocca agli ospiti certe affermazioni o valutazioni, perché sono persone libere che hanno manifestato un disagio.

L’odg dunque non è superato visto che la struttura di fatto non è stata ancora restituita ai cittadini.

Chiudendo il dibattito l’assessore Numerini ha spiegato che la politica ha scelto di fare su San Martino in Campo un intervento importante utilizzando tutto il finanziamento proveniente dal Ministero. Per il resto l’Amministrazione si sta limitando a tenere fede ad una convenzione vigente con le associazioni del luogo sottoscritto dalle parti nel 2012 quando al governo della città vi era un’altra Amministrazione.

Infine Numerini ha ringraziato le associazioni per quanto fanno ed ha rivendicato il grande impegno profuso dall’Amministrazione per le frazioni.

Accolti dai proponenti alcuni degli emendamenti della maggioranza con cui si è chiesto di inserire il riferimento al fatto che i lavori sono stati completati e si attendono solo i collaudi e, nell’impegno finale, la possibilità di favorire l’utilizzo del cva per le attività scolastiche dell’istituto comprensivo 9.

 

Infine è stato discusso l’ordine del giorno presentato  dai Consiglieri Zuccherini, Bistocchi, Borghesi, Paciotti, Ranfa, Giubilei su “Valorizzazione e potenziamento del percorso verde di Pian Di Massiano”.

Il Percorso verde di Pian di Massiano – ha spiegato Giuliano Giubilei – è uno dei principali parchi di Perugia. Per natura e formazione, rappresenta il più grande spazio cittadino dove insistono, oltre ad ampie aree verdi e attrezzature per lo sport e il tempo libero, anche le più importanti strutture sportive della città, dal Palasport allo Stadio Renato Curi, dal campo da Rugby a quello da Baseball. L’area si estende per svariati ettari, e rappresenta un vero polmone verde della città”.

“Da molto tempo ci giungono numerose segnalazioni dei cittadini sullo stato di difficoltà e a volte di abbandono in cui verte il nostro importante parco. Dalla gestione del verde, dei prati e degli alberi che, a causa della mancata cura, rischiano di cadere e creare danni. Alla mancata manutenzione delle strutture e dei percorsi sportivi lungo il parco, alle condizioni critiche in cui vertono gli argini del torrente Genna. A queste vanno aggiunte l’incuria, la sporcizia e la mala gestione del boschetto, posto alle spalle della bocciofila, con molte piante cadute o a rischio crollo”.

“È per questo che abbiamo presentato un atto per discutere di queste problematiche, cercando di mettere in campo azioni volte a valorizzare l’intero percorso, da quello ciclopedonale agli argini del Genna, fino alla valorizzazione e manutenzione delle strutture all’interno del parco. È importante – concludono i consiglieri – che non si abbandoni la volontà di cura e mantenimento di importanti spazi pubblici aperti a tutti e che l’importante e auspicato intervento dei privati, non metta mai in secondo piano il lavoro e l’importanza dei parchi pubblici cittadini”.

Per questo gli istanti propongono di:

-valorizzare l’are ripristinando il percorso ciclopedonale, rimettendo a regime gli argini del Genna e intervenendo sul patrimonio di alberi e di verde;

-affrontare le difficoltà delle strutture sportive, coinvolgendo le associazioni ed i gestori delle varie strutture;

-restaurare impianti sportivi presenti nel parco;

-impegnare anche altre istituzioni (Regione e Provincia) per valorizzare la pista ciclabile che porta al Trasimeno;

-estendere l’area verde valorizzando percorsi già esistenti di mountain bike, semplicemente dotandoli di segnaletica, che dal percorso verde salgono a Monte Malbe e Monte Tezio;

-difendere l’area di pian di Massiano da interventi urbanistici che ne compromettano la funzione verde e sportiva.

L’assessore Clara Pastorelli ha condiviso la valutazione secondo cui Pian di Massiano è il polmone verde per eccellenza della città, ma anche un luogo fondamentale per lo svolgimento non solo delle attività sportive ma anche per l’aggregazione sociale, ecc.

L’assessore ha riferito che l’Amministrazione sta effettuando da tempo un’attenta riflessione ed uno studio con l’obiettivo di valorizzare l’area onde farla diventare attrattiva a livello nazionale, ma dando, nel contempo, dignità a tutte le discipline ed intercettando i circuiti legati al turismo sportivo.

A pian di Massiano, oltre allo stadio Curi, – ha ricordato Pastorelli – esistono altri 10 impianti. Di ciascuno di essi l’assessore ha fornito un quadro, con convenzioni in essere, scadenze, interventi effettuati e da effettuare. Sul campo da rugby sono state effettuate già alcune opere ed altre, nelle intenzioni, ne seguiranno. Il campo da baseball richiede la risistemazione del muro perimetrale e degli spogliatoi per divenire autonomo rispetto al campo da rugby. Il campo da calcio, gestito dal Montemorcino, richiede la manutenzione degli spogliatoi e l’allaccio al metano. Sul campo da calcio del Madonna Alta, la società gestrice dovrebbe provvedere a installare dei box bagni per il pubblico ed a realizzare un nuovo accesso lungo via dell’Ingegneria. Per la pista da bmx vi è l’espressa volontà del gestore di ampliarla sul lato bocciodromo. Sulla pista da pattinaggio sono stati eseguiti vari lavori dal 2015 (bagni ed infermeria); ora la stessa necessita di una sistemazione della pista e degli spogliatoi. Sul campo per il tiro con l’arco verranno realizzate opere per l’accessibilità in favore dei diversamente abili, mentre per ciò che concerne il velodromo, completata l’illuminazione, si punta a migliorare il manto stradale.

Anche per il bocciodromo è stata completata l’illuminazione e la sistemazione dei campi; è stato già presentato un progetto per l’efficientamento energetico.

Situazione molto ampia sul palaBarton, struttura sulla quale molti interventi sono stati completati (area ospitalità, parte degli spogliatoi, tribuna retrattile, nuovo tabellone, sala stampa, nuovo impianto led, adeguamento antincendio). Si deve ora intervenire, come noto, per l’aumento della capienza (per 1,6 milioni), sulla tribuna retrattile del piano gioco e sugli adeguamenti per allestimenti dei concerti.

Dunque una mole di investimenti importante che in accordo con le associazioni gestrici l’Amministrazione intende portare a termine.

Quanto al Curi, l’assessore ha parlato di un impianto ormai datato e che richiede significativi interventi per la messa in sicurezza. Per questo l’Amministrazione nel prossimo triennio ha stanziato somme rilevanti che, si auspica, possano venire impiegate per realizzare il nuovo Curi, struttura che sorgerà sul medesimo sedime.

L’obiettivo dell’Amministrazione è di dare alla città un impianto moderno, in grado di fornire un’offerta a 360 gradi, così da poterlo vivere tutto l’anno non solo durante le partite. Ancora tuttavia il progetto è in una fase di studio e di valutazione della fattibilità.

Alla fine del dibattito atto rinviato alla prossima seduta per la votazione finale.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *