Progetto Perugia sull’emergenza Covid – “Serve unità per sconfiggere il nemico comune”

NewTuscia – Perugia – Il Covid, dopo il lockdown e una breve tregua estiva, ha ripreso la sua corsa con una significativa e preoccupante crescita quotidiana di casi positivi. Se la prima ondata ha visto l’Umbria collocarsi tra le regioni meno colpite dalla pandemia e addirittura per un breve periodo “covid-free”, ci vede ora in questa seconda ondata fare i conti con numeri preoccupanti.

Il crescere della curva epidemica ha portato il Governo a disporre nuove misure di contenimento del contagio, che hanno determinato da Nord a Sud numerose manifestazioni di protesta, anche violente, che preoccupano tanto quanto le fratture interne alla politica.

Infatti, se da un lato condanniamo fermamente le forme violente di espressione del dissenso, di contro crediamo anche che ai vari livelli di governo, nazionale e locale, al momento non vi siano le condizioni necessarie e utili per affrontare questo difficile momento.

La prima ondata ci ha trovato del tutto sgomenti e impreparati, ora ci siamo fatti trovare impreparati anche a questa seconda ondata; ciò che non possiamo di certo permetterci è farci trovare impreparati alla sicura “ondata” di disagio sociale che va via via aumentando e che ci investirà dopo la pandemia in maniera forse più violenta del virus stesso.

Per essere pronti a ciò che verrà è necessario superare le fratture politiche e gli schieramenti ideologici, ai quali si potrà pensare più avanti. Ora la priorità è quella di sconfiggere un nemico comune che non conosce bandiere o colori politici, contro il quale possiamo vincere solo restando uniti negli intenti e nelle azioni da intraprendere per perseguire l’interesse pubblico.

L’interesse pubblico va considerato tenendo conto di tutti gli aspetti del sistema, da quello sanitario  sociale ed economico: la sanità ha bisogno di risorse e di strategie urgenti, le piccole imprese non posso essere lasciate sole, le famiglie dei lavoratori devono essere messe in grado di superare la “ pandemia” economica,  sanitaria e il disagio sociale

Una posizione che trova d’accordo tutti i consiglieri del gruppo Progetto Perugia. Auspichiamo infatti che tutte le parti politiche sia all’interno del Governo centrale, sia al livello regionale e locale siano in grado di puntare all’unione anziché allo scontro, restando aperti alla critica costruttiva ove necessaria ma mettendo al contempo da parte eventuali sterili polemiche che al momento risultano solo controproducenti.

Lo scontro sociale deve essere arginato e non cavalcato, è urgente superare in questo momento la politica partitica ed investire tempo ed energie in un vero e proprio “governo della pandemia”, in seguito al quale ognuno potrà tornare ad intraprendere la propria “strada”. I perugini, gli umbri e gli italiani tutti mai come in questo momento hanno bisogno di chiarezza, di sincerità e di essere rassicurati, entro i limiti del possibile.

“È palpabile il clima di paura che si respira. Una paura mista a sfiducia nelle istituzioni che non possiamo permetterci, in primis come cittadini e che gioco forza conduce ad una giustizia “fai da te” e a proteste violente come quelle di questi giorni” conclude Edi Cicchi, Assessore alle politiche sociali del Comune di Perugia e membro del Gruppo Progetto Perugia “L’Italia spende 120 miliardi all’anno in sanità, 10 miliardi per i servizi sociali. La media europea è di 30 miliardi. Un divario simile va arginato e colmato, numerose questioni vanno affrontate seduti ai tavoli operativi e mettendo da parte ogni velleità politica. Il disagio sociale che già dilaga e quello che l’emergenza coronavirus si lascerà alle spalle non può trovarci privi di strumenti e di risposte.”

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