Il comune di Perugia in campo contro il disagio giovanile con il pro-getto “Ottavo segno”

NewTuscia Umbria – PERUGIA – Nel pomeriggio di mercoledì 14 aprile la Giunta comunale di Perugia, su proposta del Vice Sindaco e assessore alle Politiche giovanili, Infanzia e Adolescenza Gianluca Tuteri, ha dato il via libera alla partecipazione dell’ente al Fondo nazionale per le Politiche giovanili, con il progetto “Ottavo Segno”, finalizzato a sostenere il percorso di crescita degli adolescenti, con particolare riferimento alla fascia di età 14-19 anni, al fine di prevenire il disagio giovanile nei suoi molteplici aspetti.

“Il titolo del progetto -ha spiegato il Vice Sindaco- vuole sottolineare che, oltre ai sette segni  vitali che tradizionalmente si valutano nei bambini e negli adolescenti, per definire la vitalità (ritmo cardiaco e respiratorio, temperatura corporea, pressione arteriosa, peso, altezza e BMI) è opportuno e urgente aggiungere anche lo stato psicologico: il cosiddetto “funzionamento”. La sua valutazione -ha proseguito il Vice Sindaco- è irrinunciabile per misurare il benessere emotivo dell’adolescente e la sua capacità di affrontare, elaborare e contenere in maniera adeguata le difficoltà che la vita quotidiana gli impone. La valutazione del “funzionamento” come ottavo segno sottolinea proprio che la salute mentale dell’adolescente è una priorità e un obiettivo per tutta la società. Il Comune di Perugia -ha concluso- intende realizzare questo studio, che per la prima volta viene attuato da un’amministrazione comunale, nella consapevolezza di quanto i nostri ragazzi, oggi più che mai, si trovino ad affrontare molteplici difficoltà, non ultime quelle create dalla pandemia.”

Il progetto prevede, dunque, la rilevazione delle necessità attraverso la somministrazione di un apposito questionario (pediatric symptom checklist) agli studenti degli istituti superiori e, sulla base dei risultati evidenziati, la realizzazione di interventi diretti di prevenzione del disagio anche con colloqui individuali e di gruppo con formatori e psicologi. Infine, percorsi formativi per personale sanitario e scolastico e per gli operatori direttamente a contatto con gli adolescenti, per aggiornare e arricchire gli strumenti, le modalità di approccio a disposizione per l’individuazione e l’intervento in caso di disagio giovanile, sia in presenza che on-line.

“È nostro dovere -ha precisato ancora Tuteri- che ogni bambino sia messo nelle condizioni migliori per crescere, svilupparsi, affrontare gli stress di ogni giorno. L’uso degli strumenti previsti dal progetto ci permette di valutare come l’impegno di ogni ragazzo si realizzi nelle aree più importanti della vita quotidiana, facendo emergere gli eventuali fattori di stress interni o esterni (bullismo, situazione di litigiosità, violenza o abuso familiare, disturbo mentale nei conviventi e altri ancora) che con il funzionamento del bambino interferiscono negativamente. Di certo lo screening del funzionamento psicologico come ottavo segno vitale non basta da solo a garantire un intervento correttivo efficace, ma è comunque necessario il cambio di passo, per arrivare -come è auspicabile- a una rete territoriale regionale a un presidio ospedaliero per la tutela della salute mentale dei ragazzi.”

 

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