Commissione Consiliare Bilancio – Rilascio certificati anagrafici nelle tabaccherie – buoni spesa per libri

NewTuscia Umbria – Perugia – La II commissione consiliare permanente Bilancio, presieduta da Alessio Fioroni, ha trattato nel corso della seduta odierna tre atti. In avvio è stato approvato con 9 voti a favore (maggioranza) e 5 astenuti (opposizione) l’Ordine del giorno presentato dalla cons. Cristiana Casaioli del gruppo consiliare Progetto
Perugia su: Implementazione del servizio di rilascio dei certificati anagrafici attraverso le rivendite di tabaccherie e ricevitorie.

La consigliera riferisce che in molti Comuni italiani, grazie a convenzioni stipulate tra le varie Associazioni di Tabaccai e le rispettive Amministrazioni Comunali, è stato istituito un servizio di estrazione e rilascio delle certificazioni anagrafiche direttamente nelle relative rivendite, tabaccherie e ricevitorie tramite una semplice procedura.
I vantaggi di questo nuovo servizio sono vari: l’allungamento dell’orario del servizio, la facilità di accesso al servizio, l’utilizzo del servizio per tutti i cittadini, lo snellimento dell’attività amministrativa.In tale contesto, in una logica di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa e di miglioramento dei servizi in favore degli utenti, il Comune di Perugia potrebbe promuovere la possibilità del rilascio di certificati anagrafici attraverso punti distribuiti sul territorio in alternativa agli uffici istituzionali comunali tramite forme di collaborazione che permettano di rendere più efficienti i servizi erogati alla collettività ed in particolare agli utenti con maggiore difficoltà di accesso ai sistemi informatici.

Tale soluzione – sostiene Casaioli – costituisce un’opportunità per fare un passo avanti nella logica della città di Perugia come smart city, intesa come un’area urbana in cui, grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali e più in generale dell’innovazione tecnologica, è possibile ottimizzare e migliorare le infrastrutture e i servizi ai cittadini rendendoli più efficienti ed efficaci, in quanto si affianca il servizio di certificazione ed autocertificazione
online a quello più capillare di erogazione del servizio presso le tabaccherie, che semplifica e migliora la vita dei cittadini per tutti i motivi rappresentati in premessa.

In relazione a ciò l’istante propone di impegnare l’Amministrazione: ad implementare il servizio di rilascio dei certificati anagrafici presso le tabaccherie, tramite la stipula di apposite convenzioni da sottoscrivere con le varie Associazioni dei Tabaccai presenti nel territorio perugino, riducendo ulteriormente le code presso gli sportelli comunali, offrendo ai cittadini un sistema facile, veloce e sicuro, che permette loro di avere a disposizione un
importante servizio in fasce orarie più ampie rispetto a quelle garantite dagli uffici e senza doversi recare necessariamente in Comune.

L’assessore Edi Cicchi ha manifestato pieno sostegno all’odg, riferendo che l’Amministrazione sta già lavorando sulla possibilità di implementare questo servizio grazie alla rete diffusa dei tabaccai, dando così agli utenti un’opportunità in più.
Ciò soprattutto in un periodo difficile come quello attuale in cui l’accesso agli uffici comunali è consentito solo su appuntamento.

Con i tabaccai, quindi, vi è la volontà di ampliare il servizio garantendo così ai cittadini orari flessibili; dunque c’è l’impegno dell’Amministrazione di portare avanti questo tema in linea con l’odg e le linee programmatiche del sindaco.

L’assessore Gabriele Giottoli ha evidenziato che qualsiasi servizio che faciliti l’accesso ai documenti per i cittadini è auspicabile. Ad oggi Perugia è tra i primi Comuni d’Italia per emissione di certificati on line, come confermano i numeri: dal 1 luglio ad oggi sono stati infatti 71mila i certificati rilasciati, con una fruizione molto alta.
Giottoli ha poi sottolineato due punti: in primo luogo dovranno essere valutati con attenzione i costi a carico dell’Amministrazione per questo progetto, mentre in secondo luogo si dovrà operare per far sì che il servizio sia gratuito per i cittadini.

La presidente della federazione italiana Tabaccai Grazia Mattu ha riferito che la FIT è contenta di offrire questo nuovo servizio ai cittadini, utile per gli utenti ma anche per l’Amministrazione.
Rispondendo a Giottoli, la presidente ha chiarito che il servizio, quando attivato, avrà necessariamente un costo per certificato in capo ai cittadini pari a 2 euro, mentre il Comune non avrà alcun costo a carico.

Successivamente è stato approvato con 9 voti a favore (maggioranza), 3 contrari (PD) e 2 astenuti (Mori e Morbello) l’Ordine del giorno presentato dal cons. Nicola Volpi del gruppo consiliare Progetto Perugia su: Incentivo buoni spesa per acquisto libri scolastici. Nel’l’atto il consigliere Volpi ricorda che l’applicazione della legge Levi (128 del 2011) generava in molte famiglie la possibilità di acquistare i libri scolastici in alcuni esercizi
commerciali, e di poter ricevere in cambio un buono spesa del 25% spendibile sull’acquisto di beni di prima necessità nel medesimo esercente.

Dal 25/03/2020 però è entrata in vigore la legge 13 febbraio 2020 n. 15 (Legge Editoria) la quale ha modificato la legge n. 128 del 2011 ed in particolare per ciò che riguarda la materia di sconti sul prezzo di vendita dei libri.
La legge tra le altre cose infatti prevede che: “La vendita di libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, è consentita con uno sconto fino al 5 per cento del prezzo”. Il limite massimo di sconto di cui al primo periodo è elevato al 15 per cento per i libri adottati dalle istituzioni scolastiche come libri di testo. Inoltre si aggiunge che (comma 3) “Per un solo mese all’anno, per ciascun marchio editoriale, le case editrici possono offrire sul prezzo di vendita dei propri libri uno sconto maggiore del limite di cui al comma 2, primo periodo, ma comunque non superiore al 20 per cento”.

Alla luce di queste modifiche peggiorative, nel dispositivo Volpi propone di impegnare l’Amministrazione: A farsi portavoce della problematica sopra citata, presso la Giunta Regionale e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), affinché possano dare voce alle tante famiglie che nei mesi antecedenti alla ripresa della scuola, si trovano nella condizione di dover sostenere un ingente e, quanto mai, necessario investimento sull’acquisto dei libri scolastici, vedendosi però private di una parte importante di buoni spesa.

Il funzionario del Comune Piero Martani ha ricordato che la proposta si inserisce nell’ambito della fornitura di libri che il Comune attua con due modalità: per le primarie la fornitura agli alunni è gratuita, mentre per le scuole medie e superiori è possibile per le famiglie accedere ad un contributo pubblico sulla scorta dei fondi previsti dalla Regione.
Quest’ultimo, per gli aventi diritto (residenti a Perugia con isee inferiore a circa 10mila euro), si attesta sul 50 60% del costo sostenuto per i libri nuovi, circa il 100% per quelli usati.

Martani ha comunque segnalato la correttezza di quanto riferito nell’odg, evidenziando che effettivamente le modifiche di legge hanno determinato delle riduzione nelle scontistiche penalizzando in qualche modo le famiglie.
L’unico modo per incidere, dunque, è o una modifica della legge o un innalzamento dell’isee minimo previsto per accedere ai fondi regionali.

Il vice sindaco e assessore ai servizi scolastici Gianluca Tuteri ha detto di condividere pienamente l’odg in quanto la legge citata ha effettivamente determinato dei disagi economici in capo alle famiglie. Dunque vi è la volontà di portare avanti l’impegno richiesto nel dispositivo, proseguendo un’interlocuzione con la Regione già avviata da
tempo. L’auspicio è che la Regione riesca a spingere il Ministero competente a rivedere la legislazione in essere.

Il consigliere del PD Francesco Zuccherini ha confermato che, tramite fondi regionali, effettivamente le famiglie aventi diritto hanno la possibilità di accedere ai contributi regionali partecipando al bando comunale. A tal proposito Zuccherini ha chiesto di sapere se l’iter del bando si sia concluso e quante domande siano state presentate.

“Ritengo che il sostegno alle famiglie per i libri sia fondamentale soprattutto in un periodo difficile come quello attuale; per tale ragione invito l’Amministrazione ad essere concreta evitando ritardi che troppo spesso si sono verificati nel recente passato”.
Rispondendo a Zuccherini, Piero Martani ha riferito che il bando comunale è stato pubblicato ad inizio anno scolastico ed è scaduto lo scorso 12 ottobre. Ora sono previsti due passaggi: il primo, entro la prima metà di novembre, è di trasmettere le domande alla regione, dopo aver verificato la presenza dei requisiti di accesso al contributo (residenza ed isee); la seconda fase prevede la valutazione delle spese sostenute e la quantificazione del contributo specifico. Le domande pervenute – ha concluso Martani- sono state circa 1500- 1600.

Infine è stata discussa la Preconsiliare n. 1689 del 02/07/2020 : Minimetrò S.P.A. – Alienazione partecipazione azionaria.
Nell’illustrare l’atto, l’assessore Cristina Bertinelli ed i dirigenti Leonardo Naldini, Dante De Paolis e Pierluigi Zampolini hanno ricordato che il Comune di Perugia è titolare di 6.090 azioni pari al 70% del capitale della Società Minimetrò S.p.A.; Metrò Perugia s.c. a r.l. è titolare del restante 30% del capitale.
Come si ricorderà con deliberazione del Consiglio Comunale n. 6 del 10.01.2018 l’Amministrazione ha individuato, tra le misure correttive (avallate dalla Corte dei Conti) per ripianare il disavanzo tecnico la dismissione della predetta partecipazione societaria.
Le finalità dell’operazione erano di acquisire un introito – stimato in 4 milioni di euro – che andrà a beneficio del saldo di cassa, con minori interessi passivi sull’anticipazione di tesoreria, inoltre l’iniziativa contribuirà a migliorare il risultato di amministrazione quale copertura del c.d. “disavanzo tecnico”; inoltre potrà generare – successivamente all’alienazione della partecipazione – risparmi sulla spesa corrente a titolo di corrispettivo
del servizio di gestione dell’infrastruttura.

Come previsto nella delibera consiliare richiamata, il Comune ha proceduto ad affidare un incarico per la perizia di stima del valore delle azioni detenute dal comune in Minimetrò S.p.A. ad un professionista scelto a mezzo di una procedura comparativa pubblica.
In seguito alla perizia il valore delle azioni possedute dal comune è stato stimato in euro 12.338.199,30 applicando il metodo dei flussi di cassa attualizzati; valore ben superiore ai 4 milioni stimati ab origine.

Come da parere emesso da un legale, è emerso che:
-la cessione è consentita in quanto lo statuto di Minimetrò non prevede la presenza obbligatoria del comune di Perugia né tale fattispecie è rinvenibile in disposizioni legislative;
-deve essere assunta con specifica delibera consiliare;
-dovrà essere riservata solo a favore di “una società di capitali che, per l’oggetto, offra la possibilità di fornire direttamente servizi qualificati o tecnologie ricompresi fra quelli previsti nell’oggetto sociale” e il Socio privato di Minimetrò potrà esercitare il diritto di prelazione;
-la dismissione della quota non si pone in contrasto né con l’accordo di programma a suo tempo sottoscritto con il Ministero delle Infrastrutture né con la disciplina legislativa che lo regolava;
-è totalmente irrilevante la cessione del pacchetto azionario per il rapporto tra il Comune di Perugia (concedente) e la Società;
-è irrilevante la fuoriuscita del comune di Perugia dalla società rispetto alla regola della devoluzione gratuita al comune degli impianti e delle reti al termine dell’affidamento.

Nella pratica si evidenziano gli indubbi vantaggi legati all’operazione.
Tra di essi:
-l’introito di una somma almeno pari a 12.338.199,30 andrebbe a beneficio della cassa comunale nell’ottica della acquisizione di entrate straordinarie utili a ridurre il ricorso all’anticipazione di tesoreria, con conseguenti minori esborsi di interessi passivi; inoltre l’entrata di che trattasi sarebbe destinata alla riduzione del disavanzo tecnico e
contestualmente andrebbe a generare – nell’ipotesi di incasso nell’esercizio 2020 e a legislazione vigente – una disponibilità di applicazione dell’avanzo di amministrazione;
-il Comune di Perugia ha garantito con fidejussioni i mutui assunti dalla società Minimetrò per la realizzazione dell’infrastruttura trasportistica. La dismissione totale delle quote di partecipazione al capitale sociale di Minimetrò S.p.A. determinerebbe il venire meno del presupposto in base al quale l’Ente a suo tempo aveva rilasciato le garanzie e comporterebbe il subentro da parte della società acquirente;
– il Comune di Perugia ricomprende la Società Minimetrò nel perimetro del bilancio consolidato del gruppo amministrazione pubblica; la dismissione totale comporterebbe l’uscita dell’organismo dall’area di consolidamento con benefici sotto il profilo della rappresentazione economico-patrimoniale del gruppo e sotto il profilo della semplificazione amministrativa.

La gara in sostanza rappresenta un’opportunità per il Comune, non come socio, ma come Ente concedente il servizio, di godere di tutte le sinergie e delle economie di scala che l’entrata di un socio industriale potrebbe introdurre nella gestione del sistema di trasporto.

Naldini, in particolare, ha ulteriormente precisato che è un’anomalia tutta italiana il fatto che gli enti concedenti siano anche in parte proprietari del soggetto affidatario del servizio. Con questo atto tale anomalia verrà sanata.
In generale Naldini ha rappresentato che allo stato attuale la compagine societaria della Minimetrò non ha al suo interno il cosiddetto “socio industriale” in quanto Umbria Tpl Mobilità non è più socio attivo essendo stata trasformata in agenzia regionale.

E’ bene quindi che si alieni la partecipazione comunale in Minimetrò ad un soggetto che si faccia parte attiva per la fornitura del servizio.
Infine la vendita sarà anche un’occasione irrinunciabile per migliorare il piano economico-finanziario della Minimetrò. Maria Cristina Morbello (M5S) ha rimarcato che il Comune di Perugia ha garantito con fideiussioni i mutui assunti dalla Minimetrò spa. A questo proposito nella pratica si segnala che il futuro acquirente delle quote subentrerebbe nelle garanzie. La consigliera a tal proposito ha chiesto di sapere se le banche saranno d’accordo nel liberare il Comune e se siano state interpellate in tal senso. Altra criticità riguarda i derivati: quanto sono costati e sono state valutate azioni per recuperare le eventuali somme pagate?
Infine, dal punto di vista politico, Morbello evidenzia che il Minimetrò è un servizio pubblico; pertanto alienare le quote con conseguente uscita del soggetto pubblico rischia di penalizzare solo i cittadini.

Anche Francesco Zuccherini (PD) ha manifestato diversi dubbi sulla pratica evidenziando come siano evidenti pregiudizi ideologici da parte della maggioranza nei confronti di un’opera che, invece, fa parte con merito pienamente della città di Perugia. Il minimetrò infatti oltre ad un mezzo trasportistico è anche un’attrazione per i turisti. Secondo Zuccherini, dunque, più che la vendita la vera azione da portare avanti è di far inserire dalla regione il Minimetrò nel tpl e relativo fondo.
Il consigliere ha poi concordato con Morbello sui dubbi legati alle fideiussioni rilasciate e ai prodotti derivati che, con la vendita, non dovranno rimanere sulle spalle dell’Ente.
Restano incertezze poi sul futuro nel momento in cui il soggetto pubblico uscirà dalla
società. Secondo Giuliano Giubilei l’operazione presentata non può essere ricondotta solo a fare cassa; al contrario servirebbe un piano economico-finanziario ben preciso, non potendosi tutto ridurre ad una pratica piena di dubbi e criticità (es. fideiussioni e derivati ma anche la ratio stessa della vendita) Insomma una sorta di libro dei sogni.
Per Giubilei è evidente, dunque, che manca in questa partita un progetto serio visto che appare chiaro come il Minimetrò non sia ben inserito nella pianificazione della mobilità cittadina e regionale.

Per tutte queste ragioni Giubilei ha chiesto, prima di procedere alla votazione della pratica, di effettuare alcune audizioni (amministratore unico della società ed esperti) ma altresì di coinvolgere la città tramite una specifica partecipazione.
Con Giubilei Zuccherini si è detta d’accordo Erika Borghesi (PD), per la quale vi sono forti dubbi sulla pratica e risultano necessarie ulteriori audizioni.
La consigliera ha poi sollevato perplessità sul forte scostamento tra la previsione iniziale di vendita (4 milioni) e quella emersa dopo la perizia giurata (12 milioni) peraltro non trasmessa ai commissari. Per Borghesi minimetrò resta un’opera strategica che dovrebbe inserirsi in una visione complessiva della mobilità cittadina, insistendo con la regione affinché venga ricompresa nel contratto sul tpl.

Al contrario l’Amministrazione preferisce svendere le quote, confermando il proprio immobilismo.
Cristiana Casaioli (Progetto Perugia) ha detto di trovare assurdo pensare che con la vendita delle quote si possa ipotizzare la dismissione dell’infrastruttura che è e resta un servizio pubblico. Casaioli ha poi ricordato al centro-sinistra che da anni l’Amministrazione sta combattendo per far rientrare nella ripartizione del fondo regionale sui trasporti il minimetrò senza aver avuto alcun riscontro nel passato.
Appare inutile, poi, per la consigliera che si continui a disquisire sull’opportunità o meno di vendere le quote, stante il fatto che tale azione è stata avallata dalla Corte dei Conti tra le misure per ripianare il disavanzo tecnico e quindi inserita nel dup. Casaioli precisa poi a Giubilei che il Minimetrò non è avulso dalla città nei progetti del
Comune, in quanto è perfettamente inserito nel pums, redatto ed approvato nel corso della passata legislatura. E’ quindi chiara la visione che l’Amministrazione ha sul tema. Infine Casaioli ha rivolto un invito ad assessore e dirigenti affinché nel bando di vendita venga inserito formalmente il cosiddetto price-cap, che condizioni l’individuazione del corrispettivo a carico del comune nelle previsioni economico finanziarie successive entro un
valore limite, garantendo un costo massimo del servizio per i cittadini.

Rispondendo ai quesiti dei consiglieri, i dirigenti Naldini, De Paolis e Zampolini e l’assessore Bertinelli hanno spiegato quanto segue.
Sui derivati: sono strumenti non speculativi adottati nel 2006 compatibili con la normativa e che non sollevano criticità. Alcuni di essi peraltro sono quasi a fine vita (2021) e comunque tutti con meccanismo di tutela per l’Ente. Sulle fideiussioni dei mutui: quando verrà meno la proprietà del Comune con la vendita delle quote della minimetrò, verranno meno anche i presupposti per cui era stata rilasciata la garanzia. Quindi non è necessaria alcuna autorizzazione da parte delle banche. Tuttavia è giusto che questa circostanza venga specificata nel bando, informando adeguatamente i partecipanti alla gara dell’automatico accollo delle fideiussioni in casa di aggiudicazione.Si è poi detto che la vendita delle quote non metterà minimamente a repentaglio il servizio,
anzi l’esatto contrario.

Infine si precisa che le motivazioni che potrebbero indurre aziende ad acquisire dal Comune le quote, oltre a quella economica, sono svariate: tra esse la volontà di assicurarsi un contratto e la qualificazione dell’azienda per future gare.
A fine seduta, accogliendo le richieste dell’opposizione, la commissione ha deciso di rinviare la votazione della pratica al fine di procedere con le audizioni proposte.

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