Chiarimenti sulla prova scritta per il concorso pubblico per 10 agenti di Polizia Municipale

NewTuscia Umbria – PERUGIA – La capogruppo IV Emanuela Mori ha rappresentato che con determinazione dirigenziale U.O. Risorse Umane n. 65 del 27.3.2020 e stato indetto ii concorso pubblico, per esami, per la copertura di dieci posti di Agente di polizia municipale, cat.  C e con successiva determinazione dirigenziale S.O.  Organizzazione,  Entrate e Controlli n. 1428 del 24.8.2020 è stata nominata la Commissione giudicatrice del concorso di cui trattasi;

In data 14 ottobre 2020 é stata pubblicata sull’Albo pretorio del Comune di Perugia la determinazione dirigenziale n. 1838 del 13/10/2020 nella quale si legge che, con nota del 7 ottobre 2020 il Presidente della Commissione ha trasmesso all’U.O. Risorse umane i verbali delle sedute della Commissione stessa dall’avvio delle operazioni fino alla seduta del 5 ottobre 2020, in cui la Commissione, riunitasi per procedere alla valutazione della prova scritta svoltasi il 29 settembre, ha accertato l’integrità di tutti i plichi “ma rilevando che n.4 buste presentano caratteristiche di difformità (doppio lembo di chiusura anziché singolo), rispetto alle altre 73 contenute nel plico”.

La Commissione pertanto ha ritenuto sussistenti le condizioni previste dall’art. 28 comma 9 Iett. c) del vigente Regolamento dei concorsi, secondo cui “gli elaborati, la busta piccola contenente le generalità e la busta grande devono risultare – pena nullità della prova – privi di qualsiasi contrassegno tale da pregiudicare l’anonimato dei concorrenti” ed ha determinato di considerare nulla la prova scritta e di dare mandato agli uffici competenti per i conseguenti adempimenti per la ripetizione della prova stessa, confermando gli esiti della prova preselettiva svoltasi il 10 settembre 2020;

In ragione di ciò Mori chiede di riferire in merito alla questione, relativamente all’annullamento della prova scritta,  trattandosi di  una violazione  non  irrilevante della  regola dell’anonimato che determina l’invalidità della graduatoria finale, e dunque un vizio derivante da una violazione della  presupposta  norma  d’azione  sanzionato  dall’ordinamento,  e  sui  costi  che  ciò comporterà per l’Ente per la ripetizione della prova.

L’assessore al personale Luca Merli ha spiegato che il 29 settembre scorso è stata espletata la prova scritta del concorso in oggetto. Al termine della prova tutte le buste, come da prassi, sono state inserite in un plico unico. All’atto dell’apertura del plico la commissione ha rilevato la difformità, solo tecnica, di quattro buste rispetto alle altre.

La difformità tecnica, in sostanza, è consistita nel fatto che le buste del concorso si configuravano perfettamente identiche, con la sola differenza che quattro di esse avevano una diversa modalità di confezionamento (lembi posteriori) evidentemente per un errore tipografico. Va precisato, infatti, che il Comune acquista in serie  i pacchi di buste per l’espletamento dei concorsi che giungono al demanio e patrimonio tutte confezionate. Si evidenzia che le buste utilizzate nel concorso di specie erano identiche per dimensioni e colore, tanto è vero che, al momento della consegna ai candidati, nessuno si è accorto della difformità di sole 4 di esse, visto che le piccole difformità sono emerse sul retro solo al momento dell’apertura del plico generale. Va precisato che le singole buste, dopo l’annullamento, non sono state aperte con ciò garantendo il pieno anonimato.

Rilevato ciò la commissione ha ritenuto correttamente di dover annullare la prova in ottemperanza a quanto previsto dal regolamento comunale ed in ottemperanza ai principi dell’attività amministrativa (trasparenza, imparzialità ed anonimato).

L’assessore ha spiegato che pur dovendosi procedere (unica soluzione possibile a parere di Merli) ad una ripetizione della prova, ciò non comporterà alcuna spesa ulteriore per il Comune se non quella relativa ad eventuale sanificazione dei locali utilizzati per il concorso.

Permangono dubbi per la consigliera Mori, secondo la quale si dovevano annullare, nel caso di specie, solo le quattro buste e non tutto il concorso.

 

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