Terni; eventi valentiniani, grande successo per Cristicchi al Teatro Secci con lo spetttacolo “Esodo”

Spettacolo in ricordo della strage delle Foibe

NewTusciaUmbria – TERNI –  In scena nella serata di martedì 15 febbraio 2022, presso il Teatro Secci di Terni  lo spettacolo teatrale “Esodo”, del grandissimo artista Simone Cristicchi.
L’evento, rientrava all’interno del Programma Eventi Valentiniani, organizzato dal Comune di Terni. Cristicchi, con “Esodo”, ha voluto onorare il ricordo delle vittime del piano del Regime Comunista Yugoslavo di Tito,  osannato ed appoggiato dal Partito Comunista italiano nel dopoguerra,   di allontanare la popolazione italiana dal territorio dell’Istria, Dalmazia, Fiume,  e dalle altre splendide città italiane di tale territorio di confine come Zara e Pula, per impossessarsene.

Tali uccisioni e attentati iniziarono  nel 1943, dopo la fine della guerra, dopo che l’Italia e la Germania la  persero, firmando la resa, Tito con i suoi partigiani con la stella rossa, all’inizio nella ricerca di nazisti e complici fascisti, dietro segnalazione degli stessi partigiani comunisti italiani,  approfittando cosi’ della disgregazione dell’esercito italiano, iniziarono in tali territori a  deportare di notte  cittadini ignari, per poi ucciderli in modo  atroce nelle Foibe, ben 1700 foibe  cioè cavita’ profondissime a forma di imbuto al contrario, sono state individuate  nel Carso.
Seguirono anche  attentati con mine, che fecero strage di bambini, donne e popolazione inerme su una spiaggia una soleggiata domenica di sole durante bagni e pic nic, tali uccisioni di italiani perdurarono fino al 1956, anche se la popolazione spaventata inizio’ ad emigrare in Italia dal 1946, sul piroscafo Toscana che giungeva a Trieste con tutti i loro averi, mobili, foto, diari, libri.
Oggi queste proprietà custodite da allora nel Magazzino 18 a Trieste, ci ricordano testimoniando  le loro vite distrutte e sradicate, il sacrificio pagato per tutti gli italiani da queste popolazioni coraggiose e dignitose, oggi li c’è un museo con foto e storie da leggere per ricordare tutta la loro disperazione e sofferenza.
L’Italia quindi, come nei piani di Tito, firmo’ il 20 febbraio la cessione di tali territori alla Yugoslavia , come risarcimento per avere perso la seconda guerra mondiale, percio’ oggi solo 40000 italiani continuano a vivere in tali zone, discriminati, dopo che i leoni di Venezia sono stati sfregiato  le proprietà private individuali confiscate dal partito di Tito, le chiese usate come granai, tutto per distruggere la memoria in quei luoghi della cultura italiana.

Ben 350000 italiani fuggirono da tali territori, dopo che circa 15000 italiani scomparvero, difficile dirlo il numero preciso visto che con 1700 foibe profondissime e deportazioni in campi di concentramento yugoslavi,  il conteggio differisce molto , come riportato da diversi studiosi e storici, che, come sempre però occorre tenere presente che all’epoca in Italia il partito comunista osteggio tali esuli, trattandoli da fascisti sfuggiti alla giusta vendetta dei partigiani yugoslavi  infatti una volta che arrivarono in Italia,  vennero rinchiusi in campi di concentramento e  caserme dismesse,  in condizioni disumane, ove la temperatura nel nord Italia in inverno   scendeva fino a meno 16 gradi, uccidendo così molti bambini ed esuli.

Non c’è da meravigliarsi visto il clima dell’epoca  in cui gli italiani sembravano dimenticarsi di essere stati alleati dei nazisti e dove le diverse convinzioni ideologiche ed interessi di parte da sostenere, come avviene per ogni casa editrice, scienziato o scrittore direi da sempre, determino’ e ancora oggi determina un conteggio dei morti ed esuli  molto diverso da fonte a fonte.
Il numero riportato da Cristicchi più verosimile sarebbe tra le 10000 ed i  15000 uccisioni di italiani istriani, fiumani e dalmati,  scomparsi nelle  Foibe, campi di concentramento in Yugoslavia,  o uccisi in  attentati, da parte dei partigiani di Tito, che volevano fare una pulizia etnica degli italiani per impossessarsi di tali territori, come in effetti riuscirono a fare.
Ricordiamo tra i tanti personaggi famosi ed illustri  originari di tali territori,  Aida Valli,  Laura Antonelli,  Ugo Ughi ,   Nino Benvenuti,    Sergio Endrico che con la sua canzone 1947,  cantata da Simone Cristicchi nel suo Ricordo della Strage delle Foibe, fa rivivere tutto il dolore e la malinconia degli esuli italiani che avevano dovuto abbandonare tutto riuscendo però sempre a mantenere la propria dignità e coraggio.
Tale Rappresentazione è dedicata al Ricordo di tutti loro, come Cristicchi promise ad una distinta signora sulla novantina che incontro’ a Trieste, esule di questi territori italiani perduti, promessa che lui le fece di rispere come lei lo chiamo “l’undicesimo comandamento” e cioe’ il dovere di ricordare le loro storie e sofferenze, vite e morti, di esuli italiani che avevano  pagato con la vita la resa dell’Italia e la complicità della nostra patria con i nazisti di Hitler.
Infatti Cristicchi ha anche ricordato che i fascisti italiani avevano deportato in campi di concentramento ed ucciso molti cittadini yugoslavi sotto il regime fascista, e che percio’ all’inizio i partigiani yugoslavi di Tito, in tale zona di confine stavano effettuando una ritorsione, benché la guerra fosse finita,  ma come poi questa divenne nel piano di Tito , una pulizia etnica degli italiani per impossessarsi di tali territori.
L’anziana esule che Cristicchi ha incontrato a Trieste ha chiesto solo il ricordo,  la memoria, la consapevolezza,  poiché ormai una ricerca dei colpevoli dopo oltre 70 anni non avrebbe alcun senso , ma capire e ricordare ciò che avvenne in modo chiaro e dettagliato  questo e’ un dovere di tutti gli italiani, per onorare la memoria e sofferenza di questi esuli italiani.
Gli spettatori sono stati devastati dai racconti di Cristicchi,  muti in un angosciante silenzio che ha testimoniato il sentimento di partecipazione a tanto dolore, e sicuramente di un forte senso di  colpa degli italiani di oggi per le colpe ed omissioni dei propri nonni, verso questi esuli italiani  maltrattati anche in Italia, ove pensavano di essere accolti da fratelli, i spettatori sono restati profondamente colpiti dalla bassezza umana raggiunta in Italia dopo la seconda guerra mondiale.
Ricordare  tale Strage delle Foibe e degli esuli fiumani, istriani e dalmati, come ha detto Cristicchi, deve servire a renderci più umani e solidali, verso chi fugge da guerre e povertà, verso tutti gli esuli.
Simonetta Melinelli
Newtuscia Terni

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