Programma Europeo DIVAIRCITY / Horizon 2000. Comune di Orvieto insieme al CNR IRET

NewTuscia Umbria – ORVIETO – Costruire un modello replicabile per l’abbattimento delle emissioni da Co2 e per il controllo della qualità dell’aria coinvolgendo le categorie sociali più deboli e spesso marginali rispetto alle decisioni.

E’ il progetto internazionale “DivAirCity – The power of diversity&inclusion for climate neutrale cities” che vede Orvieto tra le cinque città europee coinvolte, insieme a Castellon (Spagna), Potsdam (Germania), Aarhus (Danimarca) e Bucarest (Romania), finanziato dalla Comunità europea per circa 10 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon2020.

Il progetto sarà realizzato da un partenariato europeo pubblico-privato che mette insieme istituzioni, aziende, centri di ricerca e formazione e che ha come capofila l’Università Politecnica di Valencia.

Il Comune di Orvieto, insieme al CNR IRET – Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri di Porano, figura tra i 26 partner di questo consorzio e beneficerà di un finanziamento di 425mila euro con cui studiare e mettere in campo iniziative e provvedimenti che riguarderanno l’area di Orvieto Scalo individuata tra quelle con maggiori criticità relativamente all’emissione di Co2 nell’aria.

Alla vigilia del Kick Off Meeting del progetto, in programma domani giovedì 30 settembre a Roma, l’iniziativa è stata illustrata presso la Sala Digipass della Biblioteca “Luigi Fumi” di Orvieto dal Sindaco e Assessore all’Ambiente, Roberta Tardani, dai funzionari comunali referenti del progetto, Carla Lodi e Serena Ubaldini, e da Angela Agusti ricercatrice del Cnr di Porano.

“Un lavoro lungo e complesso – ha spiegato Carla Lodiavviato nel 2020 in collaborazione con il Cnr di Porano che ha proposto ad  Orvieto di presentare la propria candidatura come città ideale da coinvolgere in questo progetto dalla doppia valenza, ambientale e sociale. La forza di Orvieto non è tanto perché è una città particolarmente colpita dall’inquinamento atmosferico ma proprio perché le sue caratteristiche, dimensioni, abitanti, storia, figurano  una tipologia urbana  molto diffusa a livello europeo e quindi  un modello replicabile in tutto il Continente.

Obiettivo che si vuole raggiungere attraverso un ambizioso metodo di elaborazione che partirà dal basso, dove i cittadini e gli studenti saranno chiamati alla co-progettazione delle migliori pratiche e dove saranno coinvolte soprattutto le categorie sociali più deboli generalmente  ai margini dei processi decisionali. Con loro, attraverso focus group, workshop e anche iniziative informali, si elaboreranno idee e iniziative da mettere in campo per il contenimento delle emissioni e il miglioramento della qualità della vita nella zona di Orvieto Scalo”.

“Questa parte della città – ha sottolineato Angela Agustipur non presentando grandi problemi di inquinamento rappresenta comunque una zona critica dal punto di vista ambientale per la presenza dell’autostrada, della ferrovia e del traffico generato dalla presenza delle scuole e di un ospedale”.

“Per queste caratteristiche e per le sue dimensioni – ha aggiunto – la città di Orvieto rappresenta sicuramente quella dove poter elaborare il modello più replicabile in senso assoluto rispetto alle altre città coinvolte. Città sempre più sostenibili e inclusive, questo è l’obiettivo che la Comunità europea si pone e per cui lavora attraverso  i programmi di ricerca e innovazione,  quali Horizon 2020, per i quali sono state messe a disposizione sono 80 miliardi di euro in sette anni”.

Il Sindaco, Roberta Tardani, ha ringraziato il Cnr per aver coinvolto la città di Orvieto in questo ambizioso progetto, che è fra i tre selezionati in Europa nell’ambito del programma Horizon2020 nel settore ambiente, ed ha sottolineato il grande lavoro dell’Ufficio Cultura che nell’ultimo anno ha partecipato a importanti bandi riuscendo ad ottenere finora finanziamenti per circa un milione di euro..

Il Sindaco ha quindi evidenziato che sin dagli anni ’90, Orvieto ha avviato una politica di riduzione del traffico cittadino, mettendo a punto un sistema di mobilità alternativa che vede i parcheggi ai bordi della città e il centro raggiungibile attraverso un sistema di scale mobili ed ascensori.

Questo progetto consentirà quindi di intervenire nella zona di Orvieto Scalo per armonizzare gli interventi che hanno interessato il centro storico con quelli che si potranno attuare per i quartieri ai piedi della Rupe. L’Amministrazione Comunale fornirà tutto il supporto possibile al progetto sia dal punto di vista strategico,  amministrativo e organizzativo nella convinzione che la realizzazione di un “modello Orvieto” replicabile in tutta Europa possa garantire anche una grande visibilità alla città.

La città di Orvieto, ha ricordato, è sempre stata attenta ai temi della partecipazione, dell’inclusione e particolarmente sensibile al tema dei cambiamenti climatici. Orvieto non è solo il Duomo e il pozzo di San Patrizio per cui la città è conosciuta in tutto il Mondo ma anche la sua inconfondibile rupe, imponente quanto fragile, da anni oggetto di studi e di interventi per la tutela e la salvaguardia.

Proprio in questi mesi il Comune, come capofila delle “Aree Interne” e in collaborazione con Alta Scuola, è impegnato in un progetto di prevenzione delle calamità naturali attraverso l’osservazione dei cambiamenti climatici.

In questa prima fase del progetto, che avrà una durata di 4 anni, figurano tra i supporter che prenderanno parte nel coinvolgimento dei soggetti deboli la Cooperativa “Il Quadrifoglio, l’associazione “Senza Monete”, l’associazione “Val di Paglia Bene comune”, l’associazione “Fagiolo Secondo del Piano” e l’Oasi Agricola ai quali si aggiungeranno altre associazioni, Enti, singoli cittadini che saranno individuati durante il percorso.

Domani, giovedì 30 settembre, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma, la prima di due giornate di presentazione ufficiale del progetto.

Dopo una prima parte istituzionale in cui si presenteranno i vari partner ci sarà una seconda giornata riservata ai tecnici durante la quale saranno impostate le azioni da mettere in campo. La visibilità di “DivAirCity” sarà rafforzata anche dalla partecipazione della tv nazionale belga RTBF e dei suoi canali associati europei e mondiali.

 

 

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