Mancate esportazioni verso la Russia: L’Umbria è la Regione più penalizzata, con il 2.7%

NewTuscia Umbria – Da quanto riportato dal quotidiano economico “Il Sole 24 ore”, e su dati ISTAT, per l’Italia Mosca rappresenta l’1,8% delle esportazioni totali, che equivalgono a quasi 7,7 miliardi di euro; i settori più esposti sono gli articoli di abbigliamento, dove il mercato russo rappresenta il 3,9% dell’export con oltre 734 milioni di euro; la fabbricazione di altre macchine di impiego generale (2,9% dell’export, 678 milioni di euro), e i mobili, seppur su livelli più contenuti, mostrano una esposizione significativa al mercato russo pari al 3%.

Lo scenario risulta ben più differenziato se apriamo l’analisi a livello territoriale. Osservando la distribuzione dell’export verso la Russia nelle diverse regioni, si nota una maggior esposizione – superiore al 2% – in Umbria (2,7%), Marche (2,4%), Emilia Romagna (2,1%) e Calabria (2%).

In particolare, in Umbria, il settore della moda esporta 48 milioni di euro verso la Russia, rappresentando il 15 % dell’export umbro di abbigliamento. Anche per il settore “produzione di oli e grassi”, Mosca rappresenta il 7% delle esportazioni totali, quasi 12 milioni di euro.

Da quanto sopra, risulta evidente che l’Umbria, a seguito delle sanzioni decise dal governo italiano nei confronti della Russia è la regione più penalizzata in assoluto, ma l’intera Italia risulta coinvolta in negativo.

C’è pertanto da chiedersi seriamente se chi è al Governo abbia riflettuto abbastanza sulle conseguenze negative che avrebbe comportato tale politica nei confronti di un cliente come la Russia, conseguenze che si sommano drammaticamente a tutte le altre voci di regressione economica dovute alla Pandemia prima, e alla guerra dopo, ed anzi, al sovrapporsi di esse.

Non bisogna essere economisti da Premio Nobel per dedurre che presto entreremo in recessione, visto che si prevede un PIL pari a + 0,67 nel prossimo anno, contrariamente alle ottimistiche previsioni del quasi 5% annunciate trionfalmente da Draghi solo un paio di mesi orsono.

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