La Polizia di Stato scende in piazza, perché con l’amore non si scherza

NewTuscia Umbria – TERNI – Nella mattina di oggi il centro di Terni è diventato punto di sensibilizzazione e di richiamo alla responsabilità sociale e civile. Come previsto, infatti, nella giornata internazionale della Donna, la Polizia di Stato è stata presente in Piazza della Repubblica a Terni per incontrare la cittadinanza e fornire servizio di informazione, sensibilizzazione ed aiuto nel contrasto alla violenza di genere.


Il Questore Bruno Failla ha illustrato l’iniziativa, alla presenza delle autorità cittadine. Nello stesso momento degli operatori specializzati della Polizia di Stato si sono resi disponibili ad illustrare gli strumenti di legge e di sostegno relativi all’attività di prevenzione e contrasto alla violenza domestica. Il tutto per supportare chi ne fosse vittima a trovare il coraggio di denunciare qualsivoglia sopruso.  Nel nostro approfondimento alle tematiche, ci viene in aiuto una delle responsabili delle sezioni specializzate nella repressione di reati che hanno alla base una discriminazione di genere.

Nella campagna “Questo non è amore”, il personale in divisa invita le donne vittime di soprusi o tutte le persone testimoni di comportamenti aberranti nei confronti di un soggetto debole a denunciare con fermezza qualsiasi campanello d’allarme. Non si devono mai sottovalutare un controllo opprimente, umiliazioni e derisioni, l’isolamento imposto, le intimazioni da parte del proprio compagno. La Polizia di Stato ci ricorda che già un solo episodio di mancato rispetto è troppo!

La rodata macchina della previdenza offre numerose metodologie di autotutela e prevenzione, come il numero di telefono 1522, a cui rispondono operatrici preparate alla gestione di emergenze. Sono inoltre utili le numerose strutture sanitarie distribuite nel territorio, i centri antiviolenza, le case rifugio ed i preziosi servizi di assistenza alle vittime di prevaricazioni. Le misure di protezione riservate alle fasce più deboli assicurano la trasparenza di tutti i procedimenti in corso, l’eventuale richiesta di archiviazione ed il risarcimento danni derivato dal reato per cui si è state perseguitate.

In questo iter teso alla tutela della vittima c’è ovviamente anche un forte riferimento alla salvaguardia di eventuali minori coinvolti. Non si deve sottovalutare il forte carico di stress e violenza che può nascondersi all’interno delle mura domestiche, nel luogo più intimo e privato che, però, troppo spesso non offre protezione. Per questo le vittime di prevaricazioni possono presentare una richiesta di ‘Ammonimento del Questore’. Lo scopo è quello di dissuadere il colpevole a compiere ulteriori atti persecutori. Si tratta, quindi, di una specie di ultimatum.

Si possono, inoltre, sporgere denunce presso gli Uffici della Polizia di Stato o dei Carabinieri; usufruire della corsia preferenziale al Pronto soccorso tramite il cosiddetto “Percorso Rosa”; rivolgersi ai Servizi Sociali del proprio Comune e mettersi in contatto con i numerosi Centri antiviolenza presenti sul territorio.

Perché “La violenza non è solo quella fisica e questo non è amore”. L’essenziale è che le donne non si dimentichino di amare sé stesse.

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