Comuni della Zona Sociale sostengono il nuovo progetto del Centro Antiviolenza di Orvieto

NewTuscia Umbria – ORVIETO – Oggi si celebra la “Giornata Internazionale della Donna” e il Sindaco di Orvieto, Roberta Tardani rivolge a tutte le Donne l’augurio che questo 8 Marzo 2021 sia davvero un buon giorno teso ad intensificare l’impegno di tutti verso una reale parità tra uomo e donna e per sconfiggere la piaga della violenza. Dopo un anno di emergenza sanitaria che sembra interminabile, questa 112^ Giornata Internazionale, vede le donne sempre più in prima linea in ogni campo, nel dare il loro contributo fondamentale alla lotta contro la pandemia, che tuttavia ha doppiamente penalizzato proprio le donne sul piano occupazionale e sociale ed esponendole ancora più drammaticamente alla violenza maschile. Questo 8 Marzo ci chiama tutti a moltiplicare gli sforzi per aiutare e sostenere le donne con politiche mirate al lavoro, alla famiglia, al sociale, contro la violenza e per nuovi percorsi di educazione al rispetto della donna nella società presente e futura”.

“Il Comune di Orvieto, capofila della Zona Sociale n. 12 – anticipa il Sindaco – sostiene il nuovo progetto del Centro Antiviolenza di Orvieto finalizzato ad attivare alloggi in emergenza per contrastare la violenza contro le donne e i loro figli minori. Il nuovo progetto dell’Associazione L’Albero di Antonia ha ottenuto un finanziamento regionale al quale si sommerà il cofinanziamento dei Comuni della Zona Sociale n. 12 nella misura del 20%”.

La programmazione 2020 è intervenuta, infatti, per consolidare il Sistema regionale di prevenzione e contrasto della violenza di genere tenendo conto della situazione emergenziale determinata dal Covid-19, ed assicurare, in base alle risorse disponibili, il maggior sostegno possibile ai servizi già operanti attraverso interventi rivolti a fronteggiare specifiche e ulteriori criticità emergenti durante l’emergenza.

Rientra in questo contesto la messa a disposizione e l’allestimento da parte dei Comuni, in collaborazione con le associazioni che gestiscono le strutture specialistiche, di soluzioni abitative temporanee (piccole strutture ricettive, b&b, case vacanza, piccoli appartamenti mobiliati) per le donne ed eventuali figli minori che dovessero essere messi in sicurezza con urgenza, per i 14 giorni di isolamento fiduciario prima dell’inserimento nelle case rifugio e nei centri antiviolenza.

“Con l’insorgere dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 nei primi mesi del 2020 – afferma al riguardo l’Assessore alle Politiche sociali, Angela Maria Sartiniabbiamo assistito ad un aumento dei casi di violenza contro le donne tra le mura domestiche a causa del maggior rischio di violenza dovuto al confinamento forzato (lockdown) e alle difficoltà per le vittime conviventi con il maltrattante a denunciare e rivolgersi ai servizi di supporto. In particolare, molte donne che svolgevano lavori informali che hanno perso durante la quarantena sono risultate maggiormente esposte, essendo costrette a lunghe permanenze in casa e diventando in misura maggiore economicamente dipendenti dai loro compagni con conseguenti maggiori difficoltà a sottrarsi alla violenza. La violenza domestica già presuppone la messa in atto ad opera dell’abusante di una vera e propria strategia di controllo, che utilizza elementi strutturali a livello sociale oltre al controllo individuale per isolare le donne dalle loro reti e fonti di sostegno esterno, principalmente la famiglia di origine e gli amici. Il lockdown e la quarantena, necessari entrambi per ridurre la diffusione della pandemia, hanno di fatto contribuito ad aumentare ulteriormente l’isolamento delle donne e le loro difficoltà ad attivare reti di supporto”.

Il progetto dell’Associazione L’Albero di Antonia, che gestisce il Centro Antiviolenza di Orvieto e che opera su tutto il territorio della Zona Sociale n. 12, permette di poter intervenire prima, allontanando immediatamente le donne e gli eventuali minori collocandoli in strutture adeguate e rese funzionali all’esigenza della loro sicurezza e del loro anonimato, permettendo loro di non sentirsi sole e di programmare in maniera opportuna le misure da adottare, da una denuncia ad un eventuale allontanamento definitivo.

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