Cinghiali, presidente Lattanzi: “Bene iniziativa Coldiretti e tavolo Regione ma occorrono tempi rapidi,

NewTuscia Umbria – TERNI – “Siamo speranzosi che il tavolo regionale, attivato su richiesta di Coldiretti, possa trovare soluzioni ad un problema urgente e che non è più procrastinabile”. Lo dice il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, a proposito dell’aumento esponenziale del numero di cinghiali sul territorio provinciale. “Un problema che riguarda tutti i comuni, i quali hanno aderito massicciamente al manifesto di Coldiretti per chiedere interventi tempestivi” sottolinea Lattanzi, anche come sindaco di Guardea, comune che, specifica sempre il presidente, ha approvato, in Consiglio comunale, il manifesto.

Anche il Consiglio provinciale, nel corso dell’ultima seduta, ha approvato l’atto di Coldiretti teso a mettere in risalto il problema e a chiedere alla Regione interventi e soluzioni. “L’eccessiva proliferazione degli ungulati – osserva ancora il presidente Lattanzi – sta creando problemi sotto diversi aspetti, sia economici che di sicurezza. I danni provocati dagli animali alle colture agricole hanno infatti ormai assunto dimensioni tali da costituire una seria minaccia al settore che va debellata nel più breve tempo possibile. Oltre a questo – aggiunge – è ormai diffusa la presenza di cinghiali lungo le strade, a qualsiasi ora del giorno e della notte, e questo costituisce un grave pericolo per gli automobilisti.

Le cronache raccontano sempre più spesso di incidenti causati dalla presenza sulle carreggiate di questi animali e a volte, purtroppo, si sono registrati anche fatti molto gravi che hanno portato, come nel caso di Acquasparta di poco tempo fa, al decesso di persone. Per tutte queste ragioni – incalza il presidente – non si può più temporeggiare, anzi occorre agire con la massima determinazione mettendo in campo ogni strategia e ogni strumento per limitare il proliferare della specie, fenomeno aiutato ovviamente anche dal covid. I dati di Coldiretti sono emblematici – conclude Lattanzi – e dimostrano che la stasi delle attività di selezione e di caccia durante il lockdown ha permesso ai cinghiali di riprodursi rapidamente e in grande numero”.

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