Stanziamento risorse per l’iniziativa “Professione Mamma 6.0”

NewTuscia Umbria – Perugia – I Gruppi di centrosinistra a Palazzo dei Priori -Partito Democratico, Idee Persone Perugia e Rete Civica Giubilei- hanno presentato uninterrogazione per conoscere se liniziativa Professione Mamma 6.0 Il Festival delle Mamme, svoltasi lo scorso sabato 26 settembre a Perugia, che ha già avuto il patrocinio, la collaborazione e la partecipazione del Comune di Perugia, abbia ottenuto anche delle risorse pubbliche dallAmministrazione.

Iniziativa che non è passata inosservata, fin dal suo lancio: si parla di incontri e laboratori interattivi per imparare cose nuove, scambiarsi idee e consigli in cui tante mamme, ognuna con il suo stand, mettono a disposizione gratuitamente le esperienze, capacità e creatività, in cucina, nellordine della casa, nella forma fisica e bellezza, nellistruzione dei figli, nella salute di tutta la Famiglia.

L’evento in programma, promosso e divulgato dal Comune di Perugia in tutti i suoi organi di comunicazione ed informazione, mette al centro la figura della mamma e della donna in generale, il cui compito sarebbe quello di accudire marito e figli a discapito di carriera lavorativa ed indipendenza economica. La donna pare essere raffigurata ancora una volta come custode del focolare domestico, nelle vesti di “massaia” o “casalinga”, ruoli stereotipati abbandonati ormai da decenni, non più appannaggio di un solo sesso – quello “debole”.

“E’ utile quindi sapere” – sostengono i consiglieri – “se sono state stanziate risorse, e se sì in quale misura, per l’iniziativa Professione Mamma 6.0. Oltre al messaggio culturale a nostro avviso errato, sarebbe un ulteriore errore destinare risorse ad un’iniziativa che racconta ed esalta la figura della donna angelo del focolare domestico, in un momento storico che sta chiedendo a tutti i cittadini sacrifici e restrizioni, anche di tipo economico. E anche che tipo di ruolo” – si legge infine – “ha svolto AFAS nella vicenda, in quanto l’Azienda Speciale Farmacie di Perugia ha presenziato all’iniziativa con un suo stand”.

L’assessore alle Politichi sociali e Pari opportunità Edi Cicchi, nel rispondere all’interrogazione ha spiegato che l’evento si svolge dal 2014 più o meno nel medesimo periodo dell’anno e nello stesso luogo, il chiostro del complesso monumentale di S.Pietro. “Ci sono voluti sei anni –ha detto Cicchi- per accorgersi dell’esistenza di queste realtà realtà, impegnate nella collaborazione e nella promozione di buone pratiche, citate anche nell’ambito del Piano per le Politiche Familiari approvato nel novembre 2018 a seguito dell’ingresso del Comune di Perugia nel network dei Comuni Amici della Famiglia. In ogni caso, questa presa di coscienza e di conoscenza, seppur con ritardo, non può che farci piacere. Parlare di famiglia oggi –ha proseguito- sembra quasi uno sproposito. ma vorrei ricordare che numerose sono le leggi nazionali e regionali che tutelano e incentivano la famiglia, e altrettante anche le iniziative del comune.” Nel 2018, infatti, l’ente ha costituito il gruppo di lavoro interdisciplinare con il compito di supportare il Comune nell’elaborazione, aggiornamento e valutazione annuale del piano comunale delle politiche familiari. L’Amministrazione comunale, ha inteso intraprendere un percorso per l’ottenimento della certificazione “family frendly, riconoscimento attribuito ai comuni che riescano a valorizzare ed incentivare le politiche a favore della famiglia, quale strumento per lo sviluppo e la crescita della società civile. Tra i requisiti per l’ottenimento della certificazione “comune amico della famiglia”, vi è l’approvazione da parte della Giunta Comunale del Piano delle Politiche per la Famiglia, contenente tutti gli interventi comunali in materia di politiche familiari, che ha durata biennale e viene sottoposto annualmente all’approvazione da parte della Giunta Comunale. L’adozione del Piano degli interventi familiari introduce nell’amministrazione un nuovo modo di concepire le politiche familiari che valorizza la dimensione promozionale delle politiche a sostegno delle famiglie, l’approccio interdisciplinare, la sussidiarietà. Nel corso del 2019 sono stati effettuati una serie di incontri di promozione/sensibilizzazione con le realtà associative che condividono il percorso intrapreso dal Comune di Perugia per il riconoscimento della certificazione Comune amico della Famiglia. Dalle sinergie tra i vari attori intenzionati a promuovere le politiche family friendly sono scaturite delle sponsorizzazioni tra cui le Farmacie comunali AFAS e iniziative di agevolazioni alle famiglie, come con la società minimetrò, AFAS stessa e Confcommercio. Sono stati anche organizzati diversi appuntamenti, tra cui le varie edizioni di Professione Mamma. Alte azioni riguardano la redazione in corso dell’Avviso pubblico per la selezione del soggetto/soggetti che dovranno gestire il Centro per la Famiglia all’interno della progettazione europea di Agenda Urbana POR FSE, secondo le line approvate dalla Regione dell’Umbria nell’accordo con il Comune di Perugia e la realizzazione per il biennio 2020-2021 di un dossier delle politiche familiari, un vero e proprio prontuario per le famiglie del Comune di Perugia in cui sono raccolti tutti gli interventi attuati sul territorio. 

“Professione Mamma –ha concluso l’assessore Cicchi- è una fiera in cui tante mamme, ognuna con il suo “stand” mettono a disposizione esperienza, capacità, talenti, creatività, idee. E’ una piazza di incontro di volti, parole, racconti, amicizie, per una volta non veicolati dalla rete, ma reali, concreti. Che, peraltro, da tre anni, accoglie anche gli stand di Professione papà e di oltre 42 associazioni legate al mondo della scuola, di supporto alla famiglia, all’educazione dei figli, alla coppia, associazioni che si occupano di prevenzione, e anche sportive. L’Amministrazione Comunale –ha proseguito- ha concesso il Patrocinio alle sei edizioni della manifestazione organizzate dall’ Associazione Nazionale Famiglie Numerose dell’Umbria visto il valore socio culturale della stessa manifestazione in linea con l’obiettivo di sviluppare politiche familiari secondo il modello dell’Agenzia per la Famiglia di Trento, ovvero favorendo il protagonismo delle famiglie e il ruolo attivo dell’associazionismo familiare, superando la logica di politiche legate all’assistenzialismo a favore di un modello di tipo promozionale.

Il Comune non ha dato contributi ma ha fornito attrezzature in uso gratuito. Una vicinanza –ha concluso- che ho avviato come Assessore “tecnico” già nel 2014 e ho continuato a portare avanti anche in questo secondo mandato, senza mai volerne fare terreno di scontro politico, consapevole che il tema della famiglia, come tanti altri, non ha bisogno di questo. Non ha bisogno di essere strumentalizzato né da un lato né dall’altro. Sarebbe invece auspicabile un dialogo a tutto tondo, che veda unite le forze politiche nell’interesse delle famiglie tutte ed ai diversi livelli di governo per la messa a sistema e l’attuazione di politiche adeguate, ordini del giorno costruttivi, interni anche all’amministrazione e per le donne e gli uomini di questa città. La sensazione è che  sia stata messa in atto una propaganda discriminatoria “al contrario”, che vede puntare il dito verso donne che hanno liberamente scelto, per vocazione e avendone le possibilità, di dedicare la propria vita alle proprie famiglie, volendo imporre così lo stereotipo “inverso” all’estremizzato “angelo del focolare”, ovvero la donna che si sente realizzata e completa dedicandosi solo ed esclusivamente alla carriera. Senza sapere che le donne di Professione mamma sono medici, avvocate, artisti, architetti ecc. Questa esasperazione della figura femminile in entrambe le direzioni ed appunto l’utilizzo strumentale di determinati eventi ostacolano anzi quella che potrebbe essere una proficua ed assolutamente urgente collaborazione in un’ottica di implementazione di politiche del lavoro, di conciliazione di tempi di vita e di lavoro che consentano a tutte le donne di poter operare delle scelte che siano davvero libere.”

 “Il centro sinistra -ha replicato Bistocchi- è attento alle famiglie da sempre e spesso e lo fa in modo non propagandistico ma utile alla comunità. Se è vero che ognuno di noi può e deve essere libero di scegliere la propria vita, è anche vero che il concetto che di donna e di famiglia trasmette un’amministrazione che dà il patrocinio a una manifestazione come Professione Mamma denota un’idea antidiluviana della donna stessa, che non rappresenta tutta la comunità.”

 

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