Respinta la mozione dei gruppi di centro sinistra per disposizioni per l’allarmante situazione sanitaria in Umbria

NewTuscia Umbria – Perugia – Il Consiglio ha respinto con 20 contrari (maggioranza), 2 astenuti (Casaioli e Volpi) e 11 a favore (opposizione) la mozione dei gruppi di centro-sinistra -IPP, PD e Rete Civica Giubilei sulla preoccupazione per la situazione sanitaria e, in particolare per l’Ospedale di Perugia, a causa del covid-19.

Nell’atto, illustrato da Lucia Maddoli, i consiglieri, pur nella consapevolezza che la sanità è una competenza regionale, esprimono al Sindaco, in qualità di primo garante della salute dei propri cittadini, una fortissima preoccupazione per la tutela della salute dei perugini, in relazione alla grave criticità in cui si trova l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia -e, in generale, la sanità umbra- nell’affrontare questa nuova ondata pandemica. Per questo, intendono impegnare il Sindaco e la Giunta a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione e a sollecitare con determinazione la Presidente della Regione e l’assessore alla Sanità a fare tutto il possibile per supportare adeguatamente il lavoro del personale sanitario, sia in termini di potenziamento delle risorse umane, che di strutture e attrezzature necessarie, al fine di garantire cure adeguate e sicurezza. Chiedono, inoltre, di riferire in consiglio comunale sull’evolversi della situazione stessa all’ospedale e sulle ragioni dei ritardi e dei mancati interventi di adeguamento previsti dal decreto rilancio, nonché di adottare tutte le misure necessarie per contenere la diffusione del contagio in città, a partire da una maggiore messa in sicurezza delle strutture comunali, dotandole immediatamente di termoscanner all’ingresso.

“La seconda ondata autunnale della pandemia -ha spiegato la consigliera Maddoli- era prevista e l’attenuarsi della pandemia nel corso dell’estate avrebbe potuto consentire una buona organizzazione e preparazione efficiente per affrontare questa nuova emergenza. Viceversa, il sopraggiungere della nuova emergenza ha travolto la sanità umbra come uno “tsunami”, per cui oggi la nostra regione è balzata ai primi posti per tasso di saturazione dei posti in terapia intensiva, creando una situazione di forte allarme sociale.” Come denunciato dalle organizzazioni sindacali, sostengono ancora i proponenti, non sono state fatte le assunzioni necessarie, né un’adeguata programmazione per la riorganizzazione delle strutture sanitarie. “Tutto questo -sostengono- si riflette in modo accentuato all’Ospedale di Perugia, che versa in grave difficoltà. I posti in terapia intensiva, infatti, sono già tutti occupati da pazienti Covid. A causa della carenza di personale, inoltre, il potenziamento dei servizi Covid viene effettuato riducendo o sospendendo le attività ordinarie, con conseguenti, forti disservizi sull’intero servizio ospedaliero. I malati di patologie diverse dal Covid vengono spesso dirottati su strutture sanitarie private convenzionate che però non sempre sono attrezzate per i casi più complessi, con ulteriori rischi per i pazienti. Infine, concludono, non sembra più possibile garantire al 100% un isolamento del virus all’interno dell’ospedale con percorsi sicuri e distinti, considerato l’alto livello di diffusione, la difficoltà di tracciamento dei contagi e la forte pressione sul pronto soccorso.”

Il consigliere Fabrizio Croce (IPP) ha spiegato che la mozione nasceva da sollecitazioni raccolte sul campo dalle voci di sanitari, malati, pazienti, ecc. Esse segnalavano una grande difficoltà della città di fronte ad una pandemia di questo livello.

Per Croce è necessario, concretamente, recuperare immobili dismessi (es. via del Giochetto) per destinarli a zone covid, evitando scelte discutibili come l’ospedale da campo o il riutilizzo dell’ex Grocco. Insomma servirebbe maggiore lucidità; una lucidità finora mancata.

La capogruppo del M5S Francesca Tizi ha rimarcato che su questo tema serve un’unione di intenti e forte senso di responsabilità. La sanità umbra – spiega la consigliera – di fronte alla seconda ondata pandemica sta trovando grandi difficoltà per carenza di posti letto e per mancanza di personale. Cosa che si poteva evitare operando con una doverosa programmazione durante il periodo estivo. Per superare le difficoltà, invece, si è scelto di sospendere le prestazioni ordinarie, con ciò penalizzando i tanti malati.

Nell’esprimere perplessità per la scelta di riconversione dell’ex Grocco, Tizi ha evidenziando che invece occorre trovare altre soluzioni riqualificando immobili in disuso, come può essere l’ex zona sanitaria di via del Giochetto. Ciò che emerge – conclude la capogruppo – è che finora manca una strategia di governo a livello sia regionale che comunale.

Giuliano Giubilei, in apertura, ha rivolto un appello perché da questa seduta si esca con un voto positivo sull’atto : è doveroso che le Amministrazioni facciano sentire la propria voce visto che si parla di salute dei cittadini.

Per il consigliere, su questo tema, occorre guardare alla base dei problemi, evitando, come fatto dalla maggioranza in commissione, di effettuare una “difesa d’ufficio della regione”.

Giubilei ha ricordato che, mentre in commissione la maggioranza votava no all’odg, contemporaneamente la presidente Tesei chiedeva al centro-sinistra un accordo per gestire insieme l’emergenza sanitaria. Accordo che poi si è perfezionato. Infine ha riferito che in commissione i sindacati hanno illustrato diverse criticità sulla situazione della sanità formulando delle proposte, respinte dalla maggioranza comunale, ma fatte proprie dalla presidente Tesei e dall’assessore Coletto.

Il capogruppo della Lega Lorenzo Mattioni, nell’accogliere favorevolmente lo spirito dimostrato dalla consigliera Maddoli in sede di illustrazione, ha tuttavia ricordato come la maggioranza abbia scelto di votare contro in commissione sia per la presenza nell’odg di dati inesatti sia di valutazioni politiche non condivisibili.

Vanno respinte al mittente, in particolare, le critiche rivolte a Regione, presidente Tesei e sindaco in quanto non fondate.

Il consigliere Alessio Fioroni ha ricordato di essere stato il primo, durante l’intervento in commissione, a sensibilizzare i consiglieri affinché si riesca a trovare una condivisione di intenti su questa materia tanto importante. Tuttavia ciò appare impossibile in relazione all’atto proposto dal centro sinistra in quanto contenente toni e critiche verso Regione e Comune sprovvisti di fondamento. Altre perplessità riguardano i dati riportati nell’odg, che risultano – a parere della maggioranza – non corretti.

Riteniamo -ha continuato Fioroni- che la regione si sia mossa nei tempi e anche in anticipo rispetto ad altre regioni, anche dal lato delle risorse umane, con un impegno sostanziale e importante e nei tempi, in maniera coerente. 

Rispetto agli impegni del Comune, il consigliere ha spiegato che l’amministrazione comunale sta facendo appieno la sua parte, essendo in costante contatto con le istituzioni e i vertici sanitari.

Infine circa la messa in sicurezza delle strutture comunali, Fioroni ha spiegato che oggi tutte le strutture comunali sono dotate di termoscanner, visto che il Comune ne ha acquistati 60, e sono state attivate tutte le procedure di controllo della temperatura.

La consigliera del M5S Maria Cristina Morbello ha rappresentato la difficile situazione dell’Umbria, oggi classificata, in merito al covid-19, come regione con rischi di livello elevato. Di fronte a questo scenario il pericolo è che tra un mese possano finire i posti letto con conseguenze deleterie per la salute dei cittadini.

Davanti a tale situazione, pertanto, è necessario che la politica operi in maniera unita per affrontare senza divisioni e nel miglior modo possibile la crisi sanitaria.

Il Consiglio comunale, nello specifico, ha quindi il dovere etico e morale di collaborare con tutti i livelli istituzionali, in primis la regione, onde evitare l’aggravamento di scenari sanitari già oggi critici.

Il capogruppo di Progetto Perugia Francesco Vignaroli ha preannunciato un voto contrario rispetto all’odg ritenendo che esso contenga giudizi critici sull’operato di sindaco ed Amministrazione comunale non condivisibili e non corrispondenti a quanto fatto finora dall’esecutivo. Altro motivo di contrarietà risiede poi nel secondo punto del dispositivo (richiesta di riferire sulle ragioni dei ritardi) che non è corretto visto che non tiene conto di una questione temporale e politica ben precisa: occorre ricordare cioè che l’attuale governo regionale si è insediato da meno di un anno, trovandosi di fronte una sanità in forte difficoltà per le note vicende giudiziarie ascrivibili alla precedente amministrazione. Quindi le difficoltà della sanità umbra non possono essere ascritte alla giunta Tesei.

Il capogruppo di FdI Michele Nannarone ha evidenziato come l’Amministrazione comunale sul tema dell’emergenza sanitaria abbia già adempiuto, fino a questo punto, al suo compito istituzionale, impegnandosi profondamente sulla materia in perfetto accordo e confronto con le altre Istituzioni interessate, in primis la Regione. Ecco spiegate le ragioni del voto contrario di FdI sull’odg, contenente valutazioni difformi rispetto a quanto accaduto finora.

La capogruppo del PD Sarah Bistocchi, invece, ha rimarcato come dal dibattito emerga il fatto che sia la maggioranza a non essere in linea con un principio di unione d’intenti, ben rappresentato dall’odg in discussione. Un atto – ha evidenziato – sul quale non vi erano preclusioni ad apportare eventuali emendamenti condivisi.

Entrando nel merito del tema, Bistocchi ha sottolineato come nella prima ondata pandemica la situazione umbra è risultata tra le migliori; al contrario con la seconda ondata la regione è stata letteralmente travolta e rischia sempre più di finire tra le zone rosse soggette a lockdown. Ciò in quanto il governo regionale si è fatto trovare impreparato all’acuirsi della pandemia, facendo mancare le assunzioni di sanitari, il potenziamento dei posti letto e delle strutture dedicate, nonché l’adeguata separazione dei percorsi per malati di covid e malati ordinari. Le uniche azioni poste in essere dal governo regionale sono state, invece, inadeguate ed oggetto di profonde contestazioni da parte dei cittadini.

In conclusione per la capogruppo il voto contrario della maggioranza sull’odg è incomprensibile ed è frutto di mera arroganza e ipocrisia.

Nel condividere le valutazioni formulate da Vignaroli, il capogruppo di F.I. Giacomo Cagnoli ha detto che l’odg appare ingeneroso rispetto al grande impegno messo in campo finora da Regione e Comune. Nel riconoscere una effettiva rilevanza in merito alle criticità segnalate dai sindacati, Cagnoli ha spiegato che occorre certamente fare di più per la sanità umbra, potenziando necessariamente il personale onde rispondere all’enorme domanda dei servizi. Infine CAgnoli ha voluto ricordare come il sindaco Romizi in questi mesi di emergenza abbia tenuto sotto attenta osservazione l’evolversi della situazione presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia, interloquendo senza soste con i vertici del governo regionale.

Secondo Nicola Volpi (Progetto Perugia), in commissione si è persa una grande occasione, ossia quella di poter approfondire adeguatamente il tema. Ed infatti sono mancate le audizioni dei rappresentanti della giunta comunale e regionale che avrebbero potuto aiutare a far comprendere la reale situazione, dati alla mano.

Per questo il consigliere ha preannunciato un voto di astensione.

Nel dibattito è poi intervenuto il vice sindaco Gianluca Tuteri per fornire un quadro generale della situazione. Nel ringraziare, preliminarmente, gli operatori sanitari per il grande impegno profuso in tutti questi mesi di emergenza, Tuteri ha evidenziato che quello attuale non è il momento giusto per formulare critiche al sistema sanitario o alle parti politiche, nazionali e locali.

Il vice sindaco ha comunque voluto ricordare ai consiglieri che l’impegno dell’Amministrazione sul tema covid è continuo e quotidiano ormai da mesi, con proposte, provvedimenti, monitoraggi, richieste di delucidazioni e quant’altro utile per contrastare la pandemia. Ciò in costante interlocuzione con i vertici istituzionali di ogni genere, regionali in primis. Secondo Tuteri questo è il momento di operare insieme per trovare la massima condivisione in Consiglio comunale; la giunta infatti è aperta ad analizzare e discutere le proposte che verranno presentate indipendentemente dal fatto che vengano da maggioranza o opposizione.

A concludere il lungo dibattito è stato il sindaco Andrea Romizi, il quale ha ribadito come è diffusa la disponibilità, anche in seno al consiglio comunale, da parte di molti a procedere ad un confronto costruttivo e continuativo. Certamente questa disponibilità c’è da parte della giunta che, dati alla mano, è aperta a proposte, valutazioni e confronti.

Tuttavia il punto di partenza di questo percorso non può essere rappresentato dall’odg oggetto di discussione, contenente affermazioni e valutazioni non condivisibili.

Secondo il sindaco quello attuale deve essere il momento dell’unione; solo dopo che sarà finita l’emergenza sanitaria arriverà il momento dei giudizi, partendo da quelli sull’operato del Governo nazionale.

Anche in relazione alla proposta avanzata nella mozione urgente dal centro sinistra sull’utilizzo dei padiglioni di via del giochetto, il sindaco ha manifestato piena disponibilità ad un’analisi della stessa: ove la soluzione, a seguito di apposita istruttoria tecnica, dovesse dimostrarsi possibile, l’Amministrazione sarà la prima a valutarla di buon grado.

Il Sindaco ha confermato la sua forte preoccupazione per la pressione cui il sistema sanitario umbro, ed italiano in genere, è sottoposto; l’auspicio è che al più presto la pressione si allenti ed arrivino soluzioni sul tema del rafforzamento degli organici, autentica priorità.

 

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