Più risorse per sostenere l’economia in affanno e ridare certezze

NewTuscia Umbria – Appello della Cna, che chiede alla Regione ristori regionali, fondi per gli investimenti e la digitalizzazione e un lavoro di squadra per garantire la sicurezza sanitaria

“Sicurezza sanitaria, ristori regionali, nuovi investimenti e digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione per superare le difficoltà attuali.” A chiederle è Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, che interviene all’indomani della presentazione del drammatico rapporto di Bankitalia sulla situazione economica della regione, per la quale si prevede nel 2020 un calo del Pil di 11 punti, superiore di un punto e mezzo a quanto si attende per l’Italia.

“È un momento di grande incertezza – afferma Renato Cesca – tranne casi particolari le attività imprenditoriali nel loro insieme si stanno bloccando, in parte per effetto dei decreti governativi e delle ordinanze regionali, ma anche per mancanza di domanda. Infatti le esportazioni sono in calo, i timori per la propria salute e per la
tenuta economica del Paese portano le persone a non uscire e a consumare meno. Non possiamo fare altro che lavorare insieme per superare l’impasse.

Il tema dei ristori per le categorie danneggiate dal blocco delle loro attività deve essere la priorità. Sappiamo che si tratta di un tema soprattutto nazionale, ma l’esperienza ci sta dimostrando che in tema di ristori nelle norme ci sono molte lacune e settori che, pur penalizzati, restano esclusi dai sostegni economici. Crediamo che, in una fase così delicata, anche la Regione Umbria si debba dotare di un fondo proprio attraverso il quale garantire risposte a tutti quei piccoli imprenditori, tra i quali tanti artigiani, che potrebbero trovarsi in serie difficoltà economiche nei prossimi mesi.

Ma la Regione può fare molto anche per far tornare la fiducia, innanzitutto sostenendo la realizzazione di nuovi investimenti. Il modo più veloce per farlo, e da imprenditore posso garantire che la velocità non è una variabile di poco conto, è quello di rifinanziare i bandi pubblicati nei mesi scorsi, andando ad esaurire tutte le graduatorie, a partire dal bando Bridge to digital e dai Pia (progetti integrati aziendali). Questo significherebbe permettere la partenza di almeno 400 progetti imprenditoriali, contribuendo a creare nuove certezze.”

Anche in tema di digitalizzazione l’emergenza pandemica ha portato a un’accelerazione dei processi.

“Tutte le imprese, anche le più piccole – prosegue Cesca -, a loro modo stanno cercando nuove vie per continuare a lavorare, soprattutto attraverso una digitalizzazione forzata finalizzata ad aumentare le vendite o a ridurre i costi aziendali. Digitalizzare per le imprese significa agire contemporaneamente sul fronte strategico, su quello organizzativo ma anche sull’ingegnerizzazione dei processi. Però non tutti hanno le risorse per farlo. Ecco perché auspichiamo che la Regione, anche rivedendo le proprie priorità in tema di sostegni all’economia, avvii subito un bando per sostenere la digitalizzazione di tutte le imprese con misure più corpose rispetto ai bandi precedenti. Per le imprese più piccole, ad esempio, servirebbero incentivi all’acquisizione di consulenze specialistiche, che rappresentano anche il modo più semplice per dare vita a una_collaborazione interessata_, l’unica che funzioni davvero, tra imprese manifatturiere, commerciali e digitali.”

Digitalizzare significa anche formare nuove competenze. “Su questo versante la Regione ha già stanziato risorse importanti, che però andrebbero incrementate con una formazione destinata soprattutto a imprenditori e lavoratori. Infine, last but not least, c’è la questione della sicurezza sanitaria – aggiunge il presidente di Cna
Umbria -.

In Umbria e nel Paese siamo arrivati ad affrontare la seconda ondata non adeguatamente preparati all’urto dell’incremento esponenziale dei contagi, per cui oggi più che mai è necessario lavorare insieme, istituzioni, enti locali, maggioranza, opposizioni e parti sociali, per evitare il corto circuito del sistema sanitario e per
garantire le cure più adeguate sia ai contagiati dal Covid-19 che a tutti gli altri. Come CNA – conclude Cesca – proveremo a dare un ulteriore piccolo contributo anche su questo versante nel corso delle prossime settimane.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *