In libreria una collana in sei volumi dedicata alla storia di Terni

NewTusciaUmbria – Terni – La storia di Terni dalla preistoria alla seconda guerra mondiale, scritta da Pompeo De Angelis, l’opera più completa e importante mai dedicata alla città umbra. E’ la  proposta di Intermedia Edizioni, in collaborazione con Istess, l’istituto di studi teologici, storici e sociali.

L’iniziativa editoriale consisterà nella pubblicazione di sei volumi da collezione, il primo dei quali, (“Dalla preistoria alla formazione del Comune medievale“) sarà nelle librerie e in distribuzione nazionale a partire da sabato 18 giugno ed è già disponibile sul sito della casa editrice. Una iniziativa che testimonia il grande interesse rivolto verso la storia e la cultura di Terni a cui è dedicata la collana “Conoscere Terni” che debutta con questa raccolta decisamente preziosa per chi ama Terni e vuole comprenderne a fondo la storia, attraverso alcuni snodi fondamentali.

“Si tratta di un messaggio di incoraggiamento e fiducia rispetto ad una storia cittadina lunga ed importante per troppo tempo dimenticata, se non nell’ ostinato e spesso oscuro lavori di alcuni appassionati” dice Andrea Giuli, coordinatore editoriale di Intermedia Edizioni.

Arnaldo Casali, direttore dell’Istess, mette in evidenza il carattere fortemente innovativo del lavoro di De Angelis. “Quella di Terni è soltanto una storia operaia, una storia partigiana, una storia sindacale. Non dimentichiamo che anche l’archeologia, a Terni, è solo industriale, e la parola d’ordine delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi vent’anni è stata “contemporaneo”. Terni è la città contemporanea per antonomasia: senza un passato e senza futuro, ma sempre sospesa su un incerto presente. E’ una città priva di identità perché chi non conosce la propria storia non può progettare il proprio avvenire. Ed è forse proprio questa la causa della sua perenne frustrazione e di un provincialismo fatto di calcio, acciaio e pampepato. Ci si continua a lamentare perché san Valentino non è ancora conosciuto nel mondo, come portavoce della città del Drago, ma non deve stupire, perché la censura del patrono, come quella dei grandi personaggi che hanno fatto la storia della Conca – rientra in quella “cancel culture” che ha segnato l’ultimo secolo della storia ternana”.

                                 

 

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