Commissione Consiliare – protocollo di intesa con il carcere Capanne

NewTuscia Umbria – Perugia – E’ stato discusso l’Ordine del giorno presentato dai Consiglieri Zuccherini,
Bistocchi, Borghesi, Paciotti, Ranfa, Maddoli, Croce, Giubilei su “ Protocollo d’ Intesa tra Istituto Penitenziario e Comune di Perugia per l’ impiego di detenuti per piccoli lavori di manutenzione e decoro urbano”.

Illustrando l’atto Francesco Zuccherini, nel ricordare l’importanza del carcere di Capanne e dell’attività che in esso viene svolta, ha riferito che una delle finalità della reclusione è il reinserimento sociale dei detenuti; tanto è vero che gli istituti penitenziari organizzano attività lavorative per i condannati.

Tra le realtà all’uopo presenti a Perugia si ricorda la società agricola presente all’interno del complesso di Capanne. Altre iniziative sono condotte in collegamento con i privati.
In passato il Comune di Perugia aveva sottoscritto con il carcere un protocollo con l’obiettivo di promuovere un programma sperimentale di attività in favore della comunità attraverso la realizzazione di progetti integrati di inserimento lavorativo dei detenuti con attività di pubblica utilità (manutenzione verde, ecc.).

Stante ciò nel dispositivo gli istanti propongono di impegnare l’Amministrazione a realizzare in tempi brevi un nuovo protocollo d’intesa con il carcere al fine di favorire un processo di recupero e il reinserimento dei detenuti nella società tramite attività lavorative e di impiegarli presso il cantiere comunali per lavori di pubblica utilità.

Per la capogruppo PD Sarah Bistocchi si tratta di un odg molto importante perché la gestione dei detenuti è fortemente legata al principio di umanità ed è finalizzata al reinserimento sociale e lavorativo degli stessi. Ecco spiegata l’importanza del protocollo d’intesa che va riattivato per favorire un processo di recupero e di utilità sociale dei detenuti attraverso l’attività lavorativa.

Massimo Pici (Perugia Civica) ha detto di condividere in pieno l’odg. Lo stesso, oltre al recupero sociale dei detenuti ed all’utilità per l’Amministrazione comunale, consente di accogliere una richiesta della polizia penitenziaria, essendo utile per alleggerire la tensione sociale all’interno del carcere.

Fabrizio Croce (IPP) ha posto l’accento su due importanti esperienze del passato. La prima ha riguardato l’impiego di squadre di detenuti per l’effettuazione di lavori di pubblica utilità nel centro storico. La seconda concerne il lavoro agricolo svolto all’interno del carcere. Un lavoro che andrebbe valorizzato prevedendo la possibilità di riservare uno stand durante i mercati cittadini per la vendita dei prodotti frutto del lavoro dei detenuti.

Michele Cesaro (FI) ha manifestato apprezzamento per la proposta, utile per compiere un passo in avanti in un settore tanto delicato come è quello della detenzione carceraria. Il consigliere si è quindi detto favorevole al coinvolgimento dei detenuti in lavori utili e, dunque, alla partecipazione alla vita cittadina con conseguenti benefici per i loro percorsi di recupero.

Giuliano Giubilei si è detto a favore dell’odg che affronta una tematica drammaticamente attuale. Il carcere, facendo un’analisi generale, resta purtroppo un luogo difficile per i detenuti, troppo spesso marchiati per tutta la vita. C’è quindi in questo settore ancora molta strada da fare in Italia, anche se esempi come quello di Capanne, ove la situazione appare migliore, possono rappresentare un punto di partenza.

Pertanto ogni possibilità di riavvicinare i detenuti alla vita sociale ed alla città va apprezzata e sostenuta.
La consigliera della Lega Roberta Ricci ha parlato di iniziativa utile sia per i detenuti che per l’Amministrazione comunale per gli evidenti benefici che la soluzione determina a tutte le componenti coinvolte.

Sul protocollo, tuttavia, Ricci ha chiesto di sapere se effettivamente quello passato risulta decaduto oppure se è ancora in vigore. Nel primo caso ha segnalato la necessità di riscriverlo in accordo con le istituzioni carcerarie.
Sul tema è stato ancora l’ing. Leonardo Naldini a rispondere, avendo ricoperto l’incarico di dirigente ad interim dell’U.O. manutenzioni fino allo scorso mese di agosto. Naldini ha spiegato che l’operazione si è interrotta nel 2019 in quanto il lavoro dei detenuti è possibile solamente grazie alla presenza di un soggetto intermediario (di solito una cooperativa sociale) che ha il compito di assumere tali soggetti e che sottoscrive un accordo col Comune sui lavori da effettuare.

A monte permane la convenzione tra Comune e Carcere, la quale non è soggetta ad alcun termine di decadenza.
Nel corso del 2019, come si diceva, l’intermediario non ha dato la disponibilità alla prosecuzione dell’incarico, determinando una sospensione dell’iniziativa.
Per tutto il 2020, dunque, al netto dell’emergenza sanitaria in atto, l’impegno degli uffici è stato volto alla ricerca di una nuova cooperativa sociale, poi individuata. All’atto della stipula dell’accordo con quest’ultima, tuttavia, sono emerse alcune criticità sui requisiti che hanno reso impossibile la firma. I successivi sviluppi non sono noti all’ing. Naldini essendo stato l’incarico assunto dal nuovo dirigente Zepparelli.
A questo punto la commissione ha deciso di rinviare la votazione per procedere con ulteriori audizioni.

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