Comandare per Servire, Colonnello Granatiere Silvio Manglaviti

NewTuscia Umbria – ORVIETO – Un nuovo colonnello alla Rupe. Più stelle per Silvio Manglaviti che però, con la promozione, conclude il comando al Distaccamento Logistico e alla Caserma Nino Bixio della città. Un orvietano verace, che tanto ha profuso per la sua città, oltre che come ufficiale, nelle sue molteplici attività storiche e culturali, con numerose ricerche e iniziative..

Quindi si chiude un periodo denso di impegni?

Con il 31 dicembre 2020, dopo quasi sette anni, si è concluso il mio periodo di Comando del Distaccamento Logistico e della Caserma Nino Bixio ad Orvieto.

Promosso Colonnello nell’estate scorsa non potevo continuare negli incarichi sopradetti, previsti per il grado inferiore (Tenente Colonnello).

Sono stati anni intensi e densi di attività. Oltre ai compiti d’istituto del Distaccamento, reparto operativo del Raggruppamento Autonomo del Ministero della Difesa (con sede in Roma e alle dipendenze dello Stato Maggiore della Difesa), di supporto ad alcune articolazioni ubicate nella Caserma orvietana della Direzione Generale del Personale Militare, 12^ Divisione, di stanza a Roma; Ente quest’ultimo che conserva nella sede orvietana gli archivi delle documentazioni matricolari della truppa dell’Aeronautica Militare, dalle origini del corpo.

Come dicevo, il periodo in cui ho avuto l’opportunità e l’onore di poter comandare nel luogo medesimo in cui il Generale Nino Bixio insediò il Quartier Generale della 2^ Divisione nel 1870, da cui mosse su Roma per l’epilogo della Breccia di Porta Pia, è stato impegnativo e ricco sia di attività ed interventi: di ordinaria amministrazione, quali il supporto logistico, la manutenzione anche straordinaria delle infrastrutture e del sedime, la rappresentanza istituzionale in vari contesti e consessi, militari e di carattere civico e religioso (in Orvieto ed anche a Roma, Perugia, Terni); ma soprattutto fruttuoso di tanti eventi ed iniziative che hanno messo in risalto la Caserma Nino Bixio di Orvieto, la prima e più antica sede militare della nostra città (nell’antico convento di Sant’Agostino risalente al 1264), ed in particolar modo delle qualità, capacità e doti tecnico-professionali e umane del personale militare e civile che vi presta Servizio.

Bei ricordi, in particolare?

Tra gli eventi più importanti e significativi, la Consacrazione della cavità sotterranea (già ipogeo etrusco, con evidenze archeologiche di  un pozzo e di colombarii e cripta del convento agostiniano) elevata a Chiesa, parrocchia dell’Ordinariato Militare d’Italia, territorialmente nella diocesi di Orvieto-Todi, dedicata a San Giovanni XXIII Papa: una delle prime e pochissime in Italia dedicate al Santo Papa Buono, che fu soldato nella Prima Guerra Mondiale e anche Cappellano Militare.

Vivendo le giornate più nell’austera vita monacale militare che a casa in famiglia, ho anche potuto studiare il sito conventuale e la sua trasformazione in caserma, raccogliendo il tutto in un libro pubblicato dallo Stato Maggiore della Difesa edito da Gangemi Editore International; presentato nella Sala Consiliare del Comune di Orvieto il 5 aprile 2019.

Nel 2022 avrà termine il mio Servizio alla Nazione, che ebbe inizio nel 1984, Sottotenente e poi Tenente del Terzo Reggimento Granatieri “Guardie”, nella Brigata Granatieri di Sardegna.

Molti gli incarichi.

Nel periodo al Terzo di Orvieto, nel ‘94, fui Ufficiale di Collegamento della Brigata Granatieri nell’Operazione Vespri Siciliani, presso il prefetto di Caltanissetta, dove ebbi modo anche di conoscere la Bocassini, Tinebra, Ayala. Da allora è stato un continuo sentiero di avventure ed esperienze, che posso solo sintetizzare all’osso. Comandai l’unità di formazione a protezione di obiettivi sensibili durante la prima Guerra del Golfo e la colonna umanitaria, con il ministro Ossicini, per Spalato, con nave San Giorgio, prolegomeni dell’intervento italiano nella ex-Jugoslavia. Specializzato Ufficiale Geografo ai Corsi Superiori di Geografia Militare, presso l’Istituto Geografico Militare di Firenze, ho prestato Servizio come Capo Sezione Acquisizione Informazioni nel Servizio attività Militari dell’IGM, realizzando le Monografie militari per l’Albania (pubblicata anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’era D’Alema), il Kosovo, la Bosnia Herzegovina, l’Algeria. Presi parte anche a vari consessi internazionali geografici, tra cui il bilaterale Ungheria-Italia a Budapest. Con l’IGM, a Sarajevo, agganciammo la regione al nuovo sistema trigonometrico GPS della rete europea e fui collaudatore dei sistemi di rilevamento e navigazione satellitare con gli U.S.A. nel Progetto Famiglia Sistemi Armamenti Futuri del Segretariato Generale della Difesa, effettuando sperimentazioni e test presso il Poligono Sperimentale Interforze di Salto di Quirra in Sardegna. E sempre in terra sarda utilizzammo il GPS per mappare alcune aree del nuorese, Supramonte, Gallura per rilevare ipogei, grotte e siti particolari con le forze di Polizia locali. All’IGM realizzai anche studi monografici per la frana di Sarno e il terremoto Umbria-Marche del 1997. Ormai Capitano ho operato come geografo militare presso lo Stato Maggiore dell’Esercito all’inizio delle missioni italiane nei teatri operativi esteri. Ogni missione aveva alla base studi anche di carattere geografico militare, effettuati da me: Afghanistan; Iraq; Libano, etc. Fui rappresentante della Forza Armata nella Delegazione Italiana presso la NATO Geographic Conference in Bruxelles. Ho prestato Servizio quindi al Centro Operativo di Vertice Interforze e poi presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito in Viterbo: qui, dopo aver acquisito il titolo di Insegnante Militare presso la Scuola di Applicazione di Torino, sono stato titolare delle cattedre di Topografia e Geopolitica Applicata alle Operazioni Militari nei Corsi di Laurea per i marescialli presso l’Università della Tuscia; Capo Agenzia Rapporti con l’Università e Direttore della Biblioteca Militare di Presidio, una delle sedici negli istituti di formazione militari e Stati Maggiori italiani. Sempre a Viterbo fui incaricato Project Officer per i 150 anni dell’Unità d’Italia, presso il Prefetto del capoluogo tusco e coordinatore della Mostra sulla Prima Guerra Mondiale, realizzata dall’Archivio di Stato di Viterbo, Direttore Augusto Goletti. Primo classificato al bando di ricerca nazionale presi il Comando del Distaccamento Logistico ad Orvieto nel marzo 2014.

Come suol dirsi negli ambiti dello spettacolo, progetti per i prossimi periodi?

Il futuro è la disponibilità ancora al Servizio. Del Popolo Italiano e dell’Italia.

Quarant’anni al Servizio del Paese. Sono volati. Sono soddisfatto, ma non mi sento ancora stanco: credo che ci si debba sentire appagati, forse, augurandocelo, solo alla fine, se ci sarà tempo (e voglia) di rendersene conto.

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