Arrestato un cittadino albanese dalla Polizia di Stato di Terni

NewTuscia Umbria – TERNI – Un albanese di 32 anni è stato arrestato per essere rientrato in Italia senza autorizzazione prima dei 5 anni previsti dalla legge dopo l’espulsione.

L’uomo è stato fermato dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile, durante un’attività di osservazione finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti ed al controllo ha dichiarato agli agenti di essere venuto occasionalmente a Terni; una versione che però non ha convinto gli investigatori, che lo hanno trovato in possesso di una mazzo di chiavi, riconducibile ad un appartamento in zona Viale Rossini.

L’abitazione è stata perquisita, e gli agenti hanno trovato e sequestrato un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e oltre 16 gr marijuana; l’uomo è stato portato in questura, dove è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio.

Durante la procedura del fotosegnalamento, però, è emerso che era già stato espulso, con un altro nome, dal Prefetto di Reggio Emilia ed era stato accompagnato alla frontiera aerea di Verona, dove era stato messo su un aereo per l’Albania; è stato perciò arrestato per reingresso illegale.

Ieri, l’arresto è stato convalidato ed il Giudice ha dato il Nulla Osta all’espulsione.

Eseguita dalla Polizia di Stato di Terni un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per un italiano

Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Terni su richiesta della Procura, è stata eseguita lunedì dalla 2° Sezione della Squadra Mobile, nei confronti di un romano di 34 anni, ritenuto responsabile di estorsione, maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate ed altri reati, commessi a Terni.

L’uomo, che ha precedenti penali per resistenza, stupefacenti ed estorsione, qualche giorno fa era stato arrestato in flagranza di reato dai  Carabinieri di Terni, sempre per estorsione, e questa ordinanza eseguita dalla Polizia di Stato, rientra in un’attività più ampia di indagine coordinata dalla Procura, dove è emerso che, dal febbraio scorso, il 34enne, con violenza e minaccia, aveva costretto il padre ultrasessantacinquenne ed invalido e la sorella, entrambi conviventi con lui, a consegnargli somme di denaro, con cadenza quasi giornaliera dal padre e con cadenza settimanale dalla sorella, per cifre più basse.

L’arrestato aveva ridotto i propri familiari in uno stato di prostrazione e angoscia aggredendoli verbalmente, danneggiando i mobili e le suppellettili di casa, minacciandoli di morte o di compiere atti autolesionistici, il tutto per ottenere le somme di denaro.

Gli interventi delle Forze dell’Ordine al suo domicilio e le varie segnalazioni dei famigliari hanno fatto sì che, di recente, venisse avviata l’indagine che ha portato in breve tempo all’emissione della misura.

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