Ad Assisi un momento significativo di unità nazionale e di coesione tra comunità locali e governo centrale nel nome di San Francesco, patrono d’ Italia

Sefano Stefanini

NewTuscia – ASSISI – I Comuni italiani hanno programmato una due giorni, il 3 e il 4 ottobre ad Assisi per celebrare la festa di San Francesco patrono d’Italia, a cui hanno partecipato sindaci, presidenti di regione e governo. Sabato sera 3 ottobre, presso l’auditoriun Domus Pacis in Santa Maria degli Angeli, padre Enzo Fortunato ha intervistato il presidente del Consiglio nazionale Anci, Enzo Bianco e l’arcivescovo emerito di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli. Tema dell’intervista l’esempio di San Francesco nella collaborazione per il bene dell’Italia tra Comuni e realtà ecclesiali.

Domenica 4 ottobre una delegazione di sindaci delle Marche, guidati dalla presidente di Anci Marche e sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, ha consegnato dell’olio votivo per la lampada di San Francesco alla presenza del sindaco di Assisi, Stefania Proietti. Sempre domenica si e’ svolta la visita  del presidente del Consiglio Giuseppe Conte accolto, insieme ai sindaci, dal custode del Sacro convento padre Mauro Gambetti.

L’incontro del 4 ottobre ad Assisi, tra il governo centrale, i rappresentanti dei comuni e delle regioni ha inteso diffondere un messaggio forte di coesione tra cittadini e istituzioni per affrontare con coraggio e determinazione la fase di lotta al Coronavirus  che caratterizzerà i prossimi mesi.

Il presidente della Conferenza episcopale marchigiana, l’arcivescovo di Pesaro Piero Coccia, ha chiesto “alla politica e alle istituzioni un supplemento di impegno e di responsabilità”, per generare “anche attraverso il nostro impegno un’Italia sempre più equa, solidale e fraterna”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rivolgendosi poi ai fedeli dalla loggia del Sacro Convento, ha sottolineato: “Siamo chiamati a volgere lo sguardo al futuro abbracciando con coraggio, con fiducia, una prospettiva di rinascita, unautentica conversione, verso un modello di sviluppo più equo e sostenibile, più attento allambiente, orientato al pieno, integrale sviluppo della persona.

Dobbiamo cogliere questa straordinaria opportunità, l’attesa di una nuova alba che oltrepassi i tanti confini che ci hanno diviso e impoverito. La nostra missione e attività di governo richiede uno sguardo fisso sul futuro tanto ampio da custodire e rigenerare la casa comune per le future generazioni. Lo faremo: stiamo elaborando un piano nazionale per un Paese rigenerato”.

 Nel saluto rivolto ai vescovi e ai fedeli, all’inizio della celebrazione, il custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, ha infatti ricordato la visita del Papa e quindi ha sottolineato la bontà del modello di sviluppo delle Marche, “fortemente radicato nel territorio e volano di socialità”.

 Un modello anche per l’Italia che vuole rinascere, ha aggiunto, Ma potrebbe non bastare. “Siamo tutti su una barca che potrà restare a galla con alcuni accorgimenti, ma che è ancora senza timone e non sa dove andare. Questo nostro mondo è in balia delle onde della globalizzazione selvaggia e dei nazionalismi irrazionali. Se vogliamo preparare il futuro, occorre anche guardare lontano”.

Quindi il custode ha fatto riferimento alla firma dell’enciclica. “Un dono immenso che addita la linea dell’orizzonte, l’approdo sicuro e felice per l’umanità. La fraternità è l’humus esistenziale che, come il grembo di una madre, custodisce, nutre ed orienta la nascita.Pensare l’economia e l’ecologia, i rapporti internazionali e quelli interni, le leggi e l’educazione, l’infosfera e il digitale, l’impresa e il commercio, lo sport nell’orizzonte dell’umanesimo fraterno è la sfida di oggi per il domani ed è uno spartiacque. Non c’è spazio per forme di compromesso: o con i fratelli o contro i fratelli”.

Assisi 4 Il custode del Sacro Convento, padre Gambetti, accoglie il premier Giuseppe Conte. Foto Muolo.

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